[629.] Il testo ha la voce Ahl, popolo, famiglia, gente in generale.

[630.] Veggasi, Libro III, capitolo I, pag. 28 seg., di questo volume.

[631.] Nei primi tempi dell'islamismo oravano dal pulpito i califi o gli emiri delle province. Poi si ebbero khatîb (predicatori) stipendiati.

[632.] Non solo per la diversa ubertà del territorio; ma anche perchè lo Stato in alcuni possedeva le terre, in altri riscoteva il dazio solo.

[633.] Per esempio, il territorio di Giato giugnea da una parte a Sagana presso Palermo e dall'altra presso Calatafimi: che sono circa venti miglia siciliane di lunghezza. Il territorio di Mazara prendea quasi tutto il distretto odierno di tal nome e metà di quello d'Alcamo, confinando col territorio di Giato; cioè avea da trenta miglia di lunghezza. Si vegga il diploma del 1182 presso Del Giudice, Descrizione del real tempio.... di Monreale, appendice, p. 8, 9, 10. All'incontro il territorio di Palermo e molti altri erano brevissimi.

[634.] Si vegga il capitolo VI di questo Libro.

[635.] Veggansi per questa epoca gli Annali Musulmani d'Abulfeda, e la Storia del Basso Impero di Le Beau.

[636.] Ibn-abi-Dinâr, che narra quest'aneddoto, dice precisamente “andare e venire più volte.”

[637.] La data della pace e i doni che recò l'ambasciatore si ritraggono da Nowairi, presso di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 19. Al dir di Liutprando, presso Pertz, Scriptores, tomo III, p. 356, Niceta fu riscattato con tant'oro, che niun uomo di senno ne avrebbe dato mai per un eunuco. Mi sembra più probabile che Moezz l'avesse reso senza riscatto, come afferma il Le Beau, Histoire du Bas Empire, lib. LXXV, cap. XI. Ma le autorità che cita il compilatore francese nol dicono nè punto nè poco, nè parlano della spada di Maometto che avesse mandata Niceforo a Moezz; la quale mi par la stessa presa a Rametta, e che Le Beau abbia confuso il fatto o rabberciatolo a modo suo.

[638.] Questo lungo aneddoto, tolto al certo da antica cronica affricana, si trova intero in Ibn-abi-Dinâr, MS. di Parigi, fog. 28 recto, dal quale io traduco, saltando molte parole qua e là, ma senza aggiungerne alcuna. Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo III, fog. 7 verso, 8 recto, lo dà quasi con le stesse parole, se non che vi mancano l'andata in Sicilia ed a Susa. La versione dello squarcio di Ibn-el-Athîr si vegga presso Quatremère, Vie de Moezz-li-dîn-Allah, nel Journal Asiatique, IIIe série, tomo II, 1836, p. 131 dell'estratto.