[798.] Si riscontrino: Abulfeda, Nowairi, Ibn-Khaldûn e Ibn-abi-Dinâr, ll. cc. La morte di Abd-Allah e successione del figlio si legge anche nel Baiân, testo, tomo I, p. 254.

[799.] Si confrontino: Iehîa-ibn-Sa'îd, MS. di Parigi, Ancien Fonds, 131, A, p. 138, seg.; Ibn-el-Athîr, MS. C, tomo V, fog. 33 recto, anno 386, e le autorità citate da M. De Sacy, Chréstomathie Arabe, 2ª ediz., tomo I, p. 137, 138, ed Exposé de la Religion des Druses, p. CCLXXXIII, seg. La corte fatemita par che fino allora non avesse dato di somiglianti titoli onorifici che a Bolukkin, vicario d'Affrica. Si vegga Ibn-el-Athîr, citato qui innanzi a p. 288, e Ibn-Khaldûn, Histoire des Berbères, versione, tomo II, p. 10.

[800.] Abulfeda, Annales Moslemici, anno 336, tomo II, p. 450, il quale trascrive Ibn-Sceddâd, e questi probabilmente alcun più antico cronista.

[801.] Nowairi e Ibn-Khaldûn; ll. cc.

[802.] Baiân, testo, tomo I, p. 254.

[803.] Nowairi presso Di Gregorio, op. cit., p. 20.

[804.] Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, versione, p. 178.

[805.] Nakl son le frutta secche e i confetti che gli orientali sogliono mangiare centellando col vino.

[806.] Sâheb-es-sciorta. Si vegga il Lib. III, cap. I, p. 9 di questo volume.

[807.] Dico così, perchè cercando di chi fossero cotesti due emistichii, li ho trovati in Motenebbi, entrambi in una Kasida indirizzata a Bedr-ibn-'Ammâr. Si vegga il diwano coi comentarii, MS. della Biblioteca di Parigi Suppl. Arabe, 1485, fog. 448 recto. Motenebbi, che suona il profetastro, chiamato così per aver voluto fare il profeta, è dei più celebri poeti arabi ai tempi dell'islamismo. Morì il 351 (965).