[869.] Ibn-el-Athîr, anno 386, MS. C, tomo V, fog. 34 verso.

[870.] Ibn-Khallikân, versione inglese di M. De Slane, tomo I, p. 248.

[871.] Si riscontrino Ibn-el-Athîr, anno 389, MS. A, tomo III, fog. 100 recto; e Tigiani, Rehela, MS. di Parigi, fog. 74 recto, e 88 verso, e traduzione nel Journal Asiatique, serie V, tomo I, (février-mars 1853), p. 104 e 132; nel primo dei quali luoghi Tigiani riferisce la battaglia come Ibn-el-Athîr al 390, e nel secondo al 389.

[872.] Baiân, testo, tomo I, p. 266, anno 392. La variante “Reidan Saklabi” si legge nei testi citati da M. De Sacy, Exposé de la Religion des Druses, tomo I, p. CCXCIII, dove per altro non si dice dei fatti di Tripoli.

[873.] Si veggano i particolari in Ibn-el-Athîr, MS. C, tomo V, fog. 40 recto, anno 393; e nel Baiân, l. c.

[874.] Si vegga in generale l'Histoire des Berbères par Ibn-Khaldoun, più volte citata, e in particolare il tomo II, p. 17 e 44.

[875.] Il testo ha le due voci webâ e tâ'ûn, che indicano al certo due pestilenze diverse.

[876.] Baiân, testo, tomo I, p. 267, anno 595.

[877.] Si riscontrino: Ibn-el-Athîr, anni 406, 413, 432, MS. C, tomo V, fog. 46 verso, 56 verso e 74 recto; e Baiân, testo, tomo I, p. 280, anno 409 ec.

[878.] Ibn-el-Athîr, anno 406, vol. citato, fog. 46 recto e verso.