[898.] Ibn-el-Athîr, l. c., il quale parla di 400 kat'a, che appo gli Arabi sembra nome generico, come noi diremmo vele. Nondimeno parmi la stessa voce cattus e gattus che nelle cronache di Pisa e nel Malaterra (XI secolo) denota una sorta di navi.

[899.] Cedreno, tomo II, p. 496, 497, senza data precisa tra il 6537 e il 6539 (1029-31).

[900.] Si vegga il Cap. VIII, pag. 346.

[901.] Cedreno, tomo II, p. 499.

[902.] Cedreno, tomo II, p. 500.

[903.] Cedreno, tomo II, p. 513 e 514, il quale scrive la data di maggio 6543, per la scorreria di Tracia, poi accenna l'ambasceria di Giorgio Probato ed altri fatti, e tra gli ultimi avvenimenti dell'anno la scorreria di Licia che torna così all'agosto.

[904.] Baiân, testo, tomo I, pag. 286, anno 426 (15 novembre 1034 a 3 novembre 1035).

[905.] Questa ultima parola sì grave è nel solo Nowairi. Ibn-el-Athîr non la dà.

[906.] Ibn-el-Athîr, anno 484, MS. A, tomo IV, fog. 134 recto, e Nowairi presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 22, trascrivono entrambi questo, come par manifestamente, squarcio di cronica. La sola variante che rilevi è la voce “possessioni” aggiunta da Nowairi nel luogo che notai. Abulfeda, Annales Moslemici, 484, tomo III, p. 276, e Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, versione, p. 179, accennano appena il successo.

[907.] Cioè che si fossero concedute anche a loro le terre da dividersi ai combattenti e il dritto di occupare le terre inculte; soli modi di concession di terre leciti ad un principe musulmano. Ma questi non poteano aver luogo o erano rarissimi nel X secolo, quando vennero le nuove famiglie d'Affrica; perchè il conquisto era fatto, e le terre prese nella costiera orientale che allora fu occupata, si tennero in fei, cioè demanio pubblico, per espressa testimonianza degli annali.