[925.] Nilo Monaco, Vita di San Filareto il giovane, presso Gaetani, Sanctorum Siculorum, tomo II, p. 114. Il biografo intese i fatti da San Filareto che in questo tempo avea 17 o 18 anni e morì di 50. La quale testimonianza non ebbe sotto gli occhi il Martorana nè il Wenrich; e toglie ogni dubbio sul sincronismo delle due serie di fatti riferite l'una dagli Arabi e l'altra da Cedreno. Notai sopra come fossero certe d'altronde le date della prima chiamata dei due stranieri cioè Bizantini e Zîriti. Adesso aggiungo che va cancellata, come raddoppiamento di racconto, la chiamata dei Bizantini per Simsâm-ed-Dawla e la seconda degli Zîriti per Abu-Kaab; e che l'emirato di Simsâm va messo, non prima, ma dopo la guerra di Maniace. Il Martorana fu tratto in errore un po' da Rampoldi; e il Wenrich al tutto da Martorana. Rampoldi, anni 1035 e 1036, avea mescolato e alterato come in sogno d'infermo i racconti di Nowairi e di Cedreno e aggiuntivi fatti di capo suo.
[926.] Cedreno, tomo II, p. 494, 500, 504, seg., 512, 514.
[927.] Gli Annales Barenses, presso Pertz, Scriptores, tomo V, p. 54, anno 1041, dicono di schiere russe tornate in Puglia dalla impresa di Sicilia.
[928.] I Varangi, famosi pretoriani della corte bizantina dal X secolo in poi, erano venturieri di schiatta scandinava che capitavano a Costantinopoli per la via di Russia. La venuta loro a questa impresa si ricava da altre autorità che quella citata nella nota precedente, la quale accenna forse ad ausiliari sudditi dei principi russi. Su i Varangi si vegga Gibbon, Decline and Fall, cap. LV, con le aggiunte del Milman, ed una nota di Samuele Laing, nella versione dell'Heimskringla di Snorro Sturleson, tomo III, p. 4. Il nome, derivato dalle voci scandinave Wehr, vaer, o Ware, è tradotto dal Laing “the defenders.”
[929.] Si confrontino Amato, L'Ystoire de li Normant, lib. II, cap. VIII, p. 38, Malaterra; lib. I, cap. VII; Guglielmo di Puglia, lib. I, Plebs Lombardorum Gallis admixta quibusdam ec.; Cronica di Roberto Guiscardo presso il Caruso, Bibliotheca Sicula, p. 830, presso il Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo V, e nella versione francese, lib. I, cap. IV, p. 266, del volume stesso di Amato. Il Cedreno, tomo II, p. 545, dice circa 500 i Normanni e lor condottiero Ardoino. Secondo Amato, e Leone d'Ostia, eran 300, capitanati da Guglielmo di Hauteville. All'incontro Guglielmo di Puglia, come s'è veduto, attesta che ve ne fosse picciol numero nella compagnia, e mi pare il più verosimile.
[930.] Σφόνδιλος, il verticillum dei Latini.
[931.] Si confrontino: Lupo Protospatario presso Pertz, Scriptores, tomo V, p. 58, anno 1038; Cedreno, tomo II, p. 520, anno 6546, VIª indizione (1037-38), Cronica di Roberto Guiscardo, ll. cc.; Nilo Monaco, Vita di San Filareto, presso il Gaetani, Sanctorum Siculorum, tomo II, p. 115, e presso i Bollandisti, 6 aprile, p. 608.
[932.] Si confrontino: Amato, Malaterra, e Cronica di Roberto Guiscardo, i quali non sono d'accordo nei particolari. Il primo non dà nè anco il nome di Messina, ma dice solo: “et ont combatu à la cité et ont vainchut lo chastel de li Sarrazin;” ma per cité par voglia significare Siracusa. Malaterra non fa cenno della porta occupata. Cedreno non dice nè punto nè poco di questo combattimento.
[933.] Cedreno, tomo II, p. 520, il quale dà ai Cartaginesi 50,000 uomini e dice espressamente seguíta la battaglia κατὰ τὰ λεγόμενα ‘Ρήματα. Questo nome risponde al Rimetta, Rimecta etc. dei diplomi dell'XI e XII secolo e alla Rimète di cui parla l'Ystoire de li Normant, lib. V, cap. XX, nelle prime imprese del conte Ruggiero. Il sito e i ricordi delle guerre precedenti fanno comprendere che gli Affricani abbiano amato a decider la sorte delle armi a Rametta più tosto che a Messina. Si spiega con pari agevolezza il silenzio di Cedreno sul combattimento di Messina, e dei cronisti normanni su la battaglia di Rametta; poichè il primo scrivea delle giornate campali, senza particolareggiare le fazioni minori; e i secondi scriveano de' trofei di lor gente, senza curarsi del resto, o trascurandolo a bella posta. In ogni modo i due combattimenti son distinti.
[934.] Cedreno, l. c.