[1023.] All'assalto dei Normanni, il 1062, era venuto in soccorso di Messina il navilio palermitano. Diremo a suo luogo del navilio del principe di Sicilia che si trovò il 445 (1053-4) a Susa rivoltata contro gli Zîriti.

[1024.] Nei due MSS. di Nowairi si trova Kelâbi e Meklâbi, ma la giusta lezione data da Ibn-Khaldûn è Meklâti, che differisce dall'ultima pei punti diacritici d'una sola lettera, e dalla prima per questi e per un picciol nodo che segna la m, e che facilmente sfugge alla vista in una scrittura frettolosa. D'altronde Ibn, o Ben, Meklâti, risponde al Benneclerus di Malaterra (lib. II, cap, 2, 3), il quale scrisse probabilmente Benmecletus.

Nella Kharida d'Imâd-ed-din, MS. di Parigi, Ancien Fonds, 1375, fog. 36 verso, abbiamo tre lamentevoli versi del poeta siciliano, il Kâid Abu-l-Fotûh figliuolo del Kâid Bedîr (o Bodeir) Sened-ed-dawla, Ibn-Meklâti ciambellan del sultano. Trovandosi nel capitolo tolto da Ibn-Kattâ', erudito e filologo siciliano che morì nel principio del XII secolo, Bedîr o il figliuolo è probabilmente il signor di Catania. Il sultano del quale egli si intitolò Hâgib, (ciambellano) col soprannome di “Base dell'Impero,” pare Simsâm, che in sua misera condizione tenesse corte e desse titoli.

In ogni modo Meklâta era tribù berbera e forse ramo di Kotâma, come si legge in Ibn-Khaldûn, Histoire des Berbères, versione di M. De Slane, tomo I, p. 172, 227, 294, e tomo II, p. 237.

[1025.] Nowairi, l. c. Gli altri tacciono questo fatto importante.

[1026.] Hagi-Khalfa, compilatore assai moderno, è il solo che porti questa data nel Takwim-et-Tewârîkh (Cronologia), edizione di Costantinopoli, p. 60. Pur si adatta benissimo in mezzo a quel tratto di venti anni che gli annalisti lasciano sì oscuro. S'aggiunga che Ibn-el-Athîr, Abulfeda e Nowairi, i quali non scrivono la data della elezione nè della deposizione di Simsâm, pongono appunto nel 444 (1052-53) il primo passaggio dei Normanni con Ibn-Thimna, che seguì nove anni dopo (1061). Sembra dunque che le croniche lette da loro abbiano confuso la caduta dei Kelbiti con la chiamata dei Normanni. Ibn-Khaldûn s'allontana da ogni probabilità, dando Simsâm cacciato di Palermo e poi ucciso il 431 (1039-40).

[1027.] Cosmografia di Kazwîni, intitolata Athâr-el-Bilâd, testo arabico, p. 383. Il compilatore che visse nel XIII secolo, dice avvenuto il caso dopo il 440 (15 giugno 1048 a 3 giugno 1049). Il cronista di cui trascrive le parole ma non dà il nome, fu al certo contemporaneo, perchè visse avanti l'occupazione normanna del 1091. Forse Abu-Ali-Hasan, autore d'una storia di Sicilia, citato altrove da Kazwini.

[1028.] Prima da Akhal; poi dalle due parti nella guerra civile e in ultimo da Abd-Allah-ibn-Moezz. Nol dicono gli annalisti, ma non cade in dubbio.

[1029.] Si vegga il cap. X di questo Libro, p. 393, 394.

[1030.] Litteralmente significa “Il figlio del Demagogo.” La citazione è a p. 420, nota 2.