[1031.] Si vegga il cap. XV del presente Libro.
[1032.] A Siracusa, come si scorge dalle poesie d'Ibn-Hamdîs.
[1033.] Si vegga la nota 2, p. 421.
[1034.] Si vegga il capitolo IX di questo Libro, p. 373 del volume.
[1035.] Si vegga il Lib. III, cap. VIII e X, p. 146 seg., e 248 seg., di questo volume.
[1036.] È da fare eccezione per poche città marittime come Mazara, Marsala, Trapani, le quali per la vicinanza con l'Affrica e l'antichità delle colonie, sopratutto Mazara, doveano serbare ordini e tendenze politiche analoghi a que' di Palermo. Il dritto non si trascurò di certo a Mazara, dove sorse il più celebre giureconsulto del tempo.
[1037.] Imâd-ed-dîn, nella Kharîda, MS. di Parigi, A. F., 1375, fog. 133 recto, lo pone tra i poeti egiziani, notando pure che si dovrebbe noverar tra quei di Sicilia. Il titolo che gli dà di Sâheb-Sikillia, mi porta alla conghiettura che annunzio nel testo. Pure si potrebbe supporre dimenticata qualche parola, dopo Sâheb, per esempio, Sciorta, nel qual caso sarebbe stato prefetto di polizia in Sicilia.
[1038.] Lo scoliasta è Ibn-Scebbât. Gli estratti di Bekri, sono pubblicati nella mia Biblioteca Arabo-Sicula, p. 209, seg., del testo, secondo un MS. di M. Alphonse Rousseau.
[1039.] Quest'opera di Iakût è la principale raccolta di notizie di geografia descrittiva che ci rimanga su i paesi musulmani del medio evo. Si veggano i ragguagli che ne dà M. Reinaud, Géographie d'Aboulfeda, Introduzione, p. CXXIX, seg. Ormai ve ne ha in Europa varii MSS., si che si può sperar quanto prima una buona edizione del Mo'gem. Ritraggo la data della pubblicazione dal MS. del British Museum, 16,649. Prolegomeni, fog. 3, recto.
Gli articoli su la Sicilia e sue città e terre, che io ho dato nella detta Biblioteca, p. 105 a 126 del testo, son tratti dai due soli MSS. di Oxford e British Museum. I nomi stessi leggonsi nel Compendio del Mo'gem intitolato Merasid-el-Ittilâ', pubblicato recentemente a Leyde dal professor Juynboll; ed io li ho posti nella Biblioteca, p. 127 a 132. Iakût non conobbe forse l'opera di Edrisi, e di certo non la usò trattando della Sicilia: la sola notizia che s'accordi un po' con Edrisi, è quella di Catania, di cui diremo più innanzi. Oltre i nominati nel testo, Iakût cita in due articoli Ibn-Herawi ed Abu-Hasan-Ali-Ibn-Badîs. Infine i versi ch'ei trascrive da una satira d'Ibn-Kalakis, venuto in Sicilia al tempo di Guglielmo il Buono; gli fornirono un sol nome geografico novello, cioè Oliveri; e nessuna notizia importante: D'Ibn-Kalâkis diremo nel Libro VI.