[1060.] Si vegga la nota 7 della pagina precedente.
[1061.] Giattîn fu patria, secondo Iakût, di un dotto musulmano. Un diploma arabo-latino del 1182 dà il nome in arabico Getîna e in latino Jatina.
[1062.] S”m”ntâr, patria d'un altro dotto, secondo Iakût. Samanteria era massa, ossia podere, della chiesa romana in Sicilia secondo un'epistola di San Gregorio, lib. VII, ep. 62, presso il Pirro, Sicilia Sacra, p. 32.
[1063.] Biblioteca Arabo-Sicula, p. 124 del testo e variante del MS. di Oxford nelle aggiunte, p. 41 della Introduzione. Iakût scrive Kerkûr, che ho corretto secondo Ibn-Khaldûn, Histoire des Berbères, versione, tomo I, p. 274. Il testo del Mo'gem, dice: “Kerkûr una delle ville di Sfax in Sicilia.” Si potrebbe intendere villaggio popolato da uomini di Sfax o meglio correggere “delle ville di Sfax ed altra in Sicilia.”
[1064.] Oltre a ciò nell'articolo “Sardegna” Iakût aggiugne che secondo alcuni era anche nome di città in Sicilia; nota Saklab, quartiere di Palermo; e, con manifesto errore, pone Taranto in Sicilia.
[1065.] Io ho raccolto con pazienza i nomi dei villaggi nel dizionario topografico del D'Amico, nel Pirro, nella Sicilia nobile del Villabianca, nei diplomi delle chiese di Palermo e Morreale, in que' della Commenda della Magione, in que' dati dal Di Gregorio in appendice agli scrittori dell'epoca aragonese, e in altri pubblicati qua e là. Mi propongo di porli in appendice alla versione della Biblioteca Arabo-Sicula.
[1066.] Tali per esempio Godrano (ghidrân, palude), Baida (la Bianca), Abdelali (Abd-el-Ali nome proprio), Zyet (Zeid nome proprio), Chadra e Cadara (Khadra, la verde) ec.
[1067.] Si vegga il Lib. III, cap. I, p. 33, seg. di questo volume.
[1068.] “Fonte, grotta, capo, posata, stazione, rôcca, torre.” La voce rahl entra in cento sette nomi topografici di Sicilia. La voce kala, o kala't, in venti; la voce menzîl in diciotto.
[1069.] Tra i nomi delle 24 città riferiti di sopra v'ha di origine arabica le sole Alcamo, Khalesa, Marsala e Sciacca.