[1095.] Tenbîh, nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 2.

[1096.] Il nome è guasto in tutti i MSS. La buona lezione mi sembra iascf (in francese yachf) variante di iascb che adopera Masûdi. Come ognun vede, l'una e l'altra è il latino jaspis, d'origine semitica, del quale i Francesi han fatto jaspe. Gli Arabi rendono indistintamente con una f o una b la p che manca in loro alfabeto. Ognun sa la copia, mole e qualità dei diaspri e soprattutto delle agate di Sicilia. Gli antichi favoleggiavano su le proprietà mediche dell'agata, più o meno, come Masûdi.

[1097.] Mo'gem nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 118.

[1098.] Si vegga a p. 439.

[1099.] Notices et Extraits des MSS., tomo XII, p. 463.

[1100.] Mo'gem, op. cit., p. 116, 118. L'etimologia sembra piuttosto confusa col Πλοῦτος che ai tempi dei Pagani, come ai nostri, era il Dio dell'oro e dell'inferno.

[1101.] Mo'gem, op. cit., p. 116 e 118. Si ricordi anche la miniera di ferro presso Palermo, di cui Ibn-Haukal.

[1102.] Presso Gaetani, Sanctorum Siculorum, tomo II, p. 113, e presso i Bollandisti, tomo I, di aprile, p. 607.

[1103.] Mo'gem, op. cit., p. 118.

[1104.] Ibn-Hamdîs in una poesia che ho pubblicato nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 565, dice de' fuochi lanciati dall'armatetta siracusana in una impresa contro i Cristiani.