[1144.] Abu-Mehasin, Storia d'Egitto, MS. di Parigi, Ancien Fonds, 660, fog. 103 recto, facendo parola di Rascida e Abda figliuole di Moezz, nate innanzi il 972 e morte sotto il regno di Hâkem (996-1021), dice aver la prima lasciato il valsente d'1,700,000 di dinâr, in drappi di varie sorte e profumi, e la seconda un moggio di smeraldi, tanti quintali d'argento ec., e trentamila scikke (o sciukke) siciliane. Questa voce significa taglio d'abito, nè sappiam se sia nome generico ovvero appellazione speciale di questo drappo. Se in quelle cifre si sente l'odor delle mille e una notte, il cronista ch'ebbe alle mani Abu-Mehasin, non inventò quella maniera di drappo. D'altronde abbiam fatto cenno del gran lusso degli Zirîti in Affrica: e le ricchezze dei despoti son talvolta di quelle verità verissime che han sembiante di favola.
[1145.] Si vegga il cap. XI del Lib. III, p. 230 di questo volume.
[1146.] Si chiama volgarmente Calatrasi. Tirazi vuol dire artefice del tirâz, ossia opificio regio delle vesti di seta ricamata. Si vegga su questo indizio di Kalat-et-Tirazi una nota nell'erudita opera di M. Francisque-Michel, Récherches sur les étoffes de soie au moyen âge, Paris, 1852, in 4º, tomo I, p. 77, al quale io ho dato questa notizia e in cambio ne toglierò cento, spigolate nelle antiche poesie francesi, che serviranno a illustrare questa industria siciliana nel XII e XIII secolo.
[1147.] Si vegga la p. 443.
[1148.] Bekri, Notices et Extraits des MSS., tomo XII, p. 463.
[1149.] Op. cit., p. 480, 488.
[1150.] Si vegga il cap. II di questo Libro, p. 247, seg.
[1151.] Ho dato il testo di quel paragrafo nella Biblioteca Arabo-Sicula, p. 10.
[1152.] Edrisi, Géographie, versione di M. Jaubert, tomo II, pag. 266 e 69. In quest'ultimo luogo M. Jaubert non so perchè abbia preferito la variante Fîlâna.
[1153.] Keitûn nel dialetto, arabico di Siria ed Egitto, vuol dire, ripostiglio o magazzino. Viene dal greco Κοιτὼν che, dal significato primitivo di letto, passò a quelli di camera, albergo, e, presso i Greci del medio evo, guardaroba e stazione di navi: i quali si veggano nella nuova edizione del Thesaurus di Enrico Etienne.