[1203.] Catalogo della Bodlejana, nº DLXIV (Marsh. 173), MS. del 1034 dell'egira (1624-5). La voce che traduco “Ausiliare” significa propriamente “Colui che rende prospero un successo.” La voce “acciacchi” è trascritta, non che tradotta. Il testo ha il plurale di Sciakwa, con l'articolo as-sciakwa, donde parmi derivato acciacco.
[1204.] Trascrivo anche questa voce. Takwîm, in arabo vuol dire designazione di prezzo, annotazione precisa e indi libretto di appunti. Questo MS. anche moderno, ma senza data, è segnato nella Biblioteca Parigina, Ancien Fonds, 1027. Di certo s'è perduto nella nuova legatura, una trentina d'anni fa, il titolo che si legge nel catalogo stampato e in un foglio di mano del maronita Ascari: “Takwîm al Adouiat al Mofredat.” Il nome dell'autore è scritto diverso da quello di Oxford: Ibrahim-ben-abi-Said-al-Magrebi-al-Olaij; ma forse portava Ibn-Ibrahim e Sikilli in vece di Olaij, come lesse Ascari.
Del rimanente non solo i due MSS. sono identici al modo di prima e seconda edizione corretta, ma la seconda edizione corse anche sotto il titolo di “Ausiliare pei medicamenti semplici,” poichè Hagi-Khalfa, edizione Flüegel, tomo IV, p. 182, nº 13, 145, dà appunto questo ad un'opera di cui ignorava l'autore, la quale comincia con le stesse parole del MS. di Parigi. Il principio dell'introduzione con le varianti dei due MSS. si legge nella Biblioteca Arabo-Sicula, p. 694, seg., del testo.
[1205.] Abbicci o meglio il greco α, β, γ, δ, che era l'ordine antico degli Arabi, e in fatti presero da quello le notazioni numerali in lettere.
[1206.] Ecco le rubriche delle colonne verticali nel MS. di Parigi. — 1. Nome del medicamento. — 2. Qualità (se vegetabile ec.). — 3. Specie diverse. — 4. Quale specie sia da scegliere. — 5. Natura (se caldo, freddo, secco ec.). — 6. Forza. — 7. Indicazione nelle malattie del capo. — 8. Id. degli organi respiratorii. — 9. Id. degli organi digestivi. — 10. Id. generali del corpo. — 11. Modo di adoperare il medicamento. — 12. Dosi. — 13. Effetti nocivi. — 14. Come ripararvi. — 15. Surrogati. — 16. Numero progressivo. — Le colonne 7, 8, 9, 10, sono molto più larghe che le altre. Nel MS. di Parigi le sedici colonne prendono ambe le facciate del libro aperto e v'ha cinque semplici, ossia cinque divisioni orizzontali, in ciascuna. Il MS., che finisce al fog. 122 recto, ha l'ultima pagina in bianco, sì che vi manca la conchiusione e forse alcuno degli ultimi articoli.
[1207.] Si vegga la bellissima edizione d'Avicenna fatta a Roma il 1593, coi caratteri Medicei, p. 124, segg. Avicenna dà 800 semplici, Abu-Sa'îd 545. Entrambi li pongono nell'ordine alfabetico dell'Abuged; ma l'ordine secondario in ciascuna lettera iniziale è diverso. Del resto Avicenna compose questo capitolo in tavole, come Abu-Sa'îd, ancorchè nella edizione romana, per guadagnare spazio, i cenni ch'erano in colonne sian messi in continuazione.
[1208.] MS. della Biblioteca pubblica di Leyde, dell'anno 899 dell'egira, (1493), nº 41, segnato nel Catalogo del 1716, nº 727, p. 440. Il titolo in arabico che leggiamo nel catalogo non si trova più nel MS. Io l'ho pubblicato con la introduzione e la tavola dei capitoli nella Biblioteca Arabo-Sicula, p. 697 del testo.
Ecco la tavola dei capitoli: 1. Medicamenti semplici giovevoli contro la cefalgia; 2.... contro le malattie degli occhi; 3.... degli orecchi; 4.... del naso; 5.... della bocca; 6.... della gola e del collo; 7.... del fegato e dello stomaco; 8.... degli intestini e purgativi; 9.... del sedere e tumori che vi nascono; 10.... delle reni; 11.... della vescica; 12.... degli organi maschili; 13.... della matrice; 14.... delle articolazioni; 15.... ferite; 16.... tumori e pustole (buthûr, donde i butteri del vaiolo); 17.... malattie polmonari; 18.... Febbri e mal'aria; 19.... Veleni e morsicature di animali; 20.... Sostanze proficue alla sanità generale della persona.
[1209.] Hagi-Khalfa, Dizionario Bibliografico, edizione di Flüegel, tomo V, p. 75, nº 10,057.
[1210.] Il mecenate ricordato da Hagi-Khalfa non si trova tra i principi d'Affrica nè di Spagna; ma quel soprannome e quel nome proprio, spesseggiavano nella dinastia hafsita di Tunis che surse in principio del XIII secolo. Si potrebbe dunque supporre uom di quella famiglia che non avesse regnato nè lasciato memoria di sè negli annali politici.