“Quantunque ella sembri avara dell'amor suo, tutto io le dono il mio e la candida amistà.
“E nasconderolle, quand'anco ne dovessi morire, l'incendio di dolore che m'ha messo (in seno).” MSS. cit.
[1217.] “Non domandar agli uomini del secolo che operino secondo giustizia: da ciò li scusano i costumi del secolo e degli uomini.
“E se vuoi che duri l'amistà col tuo compagno, studiati a chiudere gli occhi su quel ch'ei fa.” MSS. cit.
[1218.] 'Irâb, è la dottrina delle mutazioni grammaticali dei vocaboli, astrazion fatta della sintassi che si chiama Nakw.
[1219.] Si confrontino: Soiuti, Tabakât-el-Loghewîn nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 673, 674; Hagi-Khalfa, edizione Flüegel, tomo I, p. 356, nº 926, e IV, p. 284, nº 8398; e Ibn-Khallikân, edizione del Wüstenfeld. Avvertasi che Ibn-Besckowâl, secondo il MS, della Société Asiatique di Parigi, il solo che io abbia potuto consultare, nol dice di Saragozza, ma soltanto spagnuolo; nè fa menzione dell'origine di Medina. Potrebbero esser dunque due Ismail-ibn-Khelef, l'uno spagnuolo e l'altro siciliano.
[1220.] Così la chiamano gli Europei. Si pronunzierebbe più correttamente Amr.
[1221.] Si confrontino: Dsehebi, Anbâ-en-Nohâ nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 647, e Soiuti, Tabakât-el-Loghewîn, op. cit., p. 676. Ho corretto secondo Soiuti il nome che in Dsehebi si legge Omar-ibn-Ali ec. Argomento l'età da quella del suo maestro Ibh-Fehhâm, lodato di sopra, e del celebre tradizionista Silefi, morto il 1180, il quale al dir di Dsehebi conobbe Omar-ibn-Ali al Cairo Vecchio.
[1222.] Casiri, Bibliotheca Arabico-Hispana, tomo I, p. 501, trascritto dal Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 237. Ma Casiri non dà in arabico nè il nome dell'autore, nè il titolo del libro. Dice il primo oriundo siciliano e nato a Ceuta, avendo letto al certo Sikilli e Sibti; che potrebbe significare “Siciliano stanziato a Centa” o al rovescio. Duolmi che le difficoltà dell'Escuriale e le mie, mi abbian tolto di andare a studiar questo Manoscritto, come ho fatto di tutte le altre opere d'Arabi siciliani.
[1223.] Op. cit., p. 644.