[1229.] Mo'gem-el-Boldân nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 123, ed Aggiunte a p. 40 della Introduzione. Iakût, non so su qual fondamento, vuol che il nome “Calabria” si legga in arabico Killawria.

[1230.] Makrizi, Mokaffa', nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 663, il quale non porta data; ma ce l'additano i nomi di Gioneid e Nûri, ricordati da Giami nelle Vite dei Sufiti. Abu-l-Kasim-Gioneid da Bagdad, tenuto in suo tempo il primo veggente o visionario dell'Irâk, sagace al certo e sentenzioso, morì il 297, 298 o 299 (909-911); ed Abu-Hosein-Ahmed-ibn-Mohammed-Nûri, che si credea secondo solo a Gioneid, era trapassato pochi anni innanzi. Si vegga la biografia di Gioneid, tradotta dal persiano di Giami per M. De Sacy, Notices et Extraits des MSS., tomo XII, p. 426 a 429 con le note corrispondenti.

[1231.] Par desso l'Abu-Bekr Sikilli che Giami pone in lista, op. cit. p. 409. D'altronde Makrizi nel cenno biografico non dimenticò l'appellazione di Sufita.

[1232.] Perchè Makrizi lo chiama Misri e Sikilli. Non è mica probabile ch'ei fosse nato in Egitto e venuto in Sicilia.

[1233.] Hagi-Khalfa, edizione Flüegel, tomo IV, p. 474, nº 9271.

[1234.] Ibn-Besckowâl, op. cit., al nome: Derrâg. L'età si scorge da quella d'un suo maestro in Spagna, per nome Abu-Gia'far-Ibn-'Awn-Allah, che andò in pellegrinaggio il 342 (953).

[1235.] Ibn-Besckowâl, op. cit. a questo nome. Un discepolo di Râik, per nome Sa'Id-ibn-Iûsuf da Calatayud, morì il 395 (1004).

[1236.] Imâd-ed-dîn, Kharîda, estratto dalla Dorra d'Ibn-Kattâ nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 595. Il titol di emiro si diè per cortesia a tutti i rampolli di famiglie principesche. Mi par bene tradurre tutti i versi che abbiamo di lui, alle allusioni dei quali non troviamo riscontro nelle croniche; ma vanno naturalmente tra l'abdicazione di Iusûf, 998, e la caduta della dinastia.

“Ella mi dicea: Ho visto uomini prodi, ma nessuna (spada) del Iemen agguagliò mai la tua.

“Uso tanto ai tumulti della plebe, che ormai ti credi invulnerabile a lor sassi.