[1252.] Zerkescl, Storia degli Almohadi, nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 522. Argomento la data del soggiorno a Mehdia da quella che si assegna al passaggio del giovane Ibn-Tûmert in detta città, cioè la fine del quinto secolo dell'egira. Si veggano Ibn-Khaldûn, Histoire des Berbères, versione di M. De Slane, tomo II, p. 163, e il Kartâs, versione del professore Tornberg, intitolata Annales Regum Mauritaniæ, tomo II, p. 150. Ibn-Tûmert comparve più zelante asci'arita che il suo maestro Mazari; ma il maestro era dotto e galantuomo; il discepolo spezzava strumenti di musica, sgridava nobili donne per le strade, architettava miracoli; e suscitò nella schiatta berbera una delle più importanti rivoluzioni che mai vi fossero avvenute.

[1253.] Ibn-Khallikân dice che alcuni riferissero la morte di Mazari il 18 rebi' primo del 536, altri il lunedì 2 dello stesso mese. Questo giorno di settimana non va bene secondo i nostri calendarii. Nel conto civile, rebi' primo di quell'anno cominciò di sabato, e nel conto astronomico di venerdì; il che s'aggiunga alle tante prove che i Musulmani nel medio evo contavano i mesi non sul calendario, ma su le testimonianze legali di chi avesse vista primo la luna nuova.

Il Baiân, testo, tomo I, p. 322, dà la morte di Mazari il 536; Makrizi il 530, Kâresci, l. c., il 536.

[1254.] Villaggio ad otto miglia, O. S. O., da Tunis.

[1255.] Penisola alla estremità meridionale del Golfo di Hammamet, non lungi da Mehdia. Sapendosi che Mazari morì in Mehdia, e che il cimitero di questa città era in Monastir, non ho dubbio a leggere così in vece di Menasciin, che nella edizione dei Wüstenfeld si dà come luogo della sepoltura di questo insigne giurista.

[1256.] Si confrontino: Ibn-Khallikân, Biographical Dictionary, versione di M. De Slane, tomo III, p. 4, e testo, tomo I, p. 681, e nella edizione del Wüstenfeld, fascicolo VII, p. 12, biografia 628; Makrizi, Mokaffa', nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 667, 668; Soiuti nel cenno biografico di Abd-el-Kerîm-Iehia-ibn-Othman, Biblioteca Arabo-Sicula, p. 676; Zerkesci, Hagi-Khalfa ed Ibn-Mo'allim, ll. cc. Il libro di quest'ultimo, venutomi alle mani dopo la pubblicazione della Biblioteca Arabo-Sicula, fu scritto tra il 701 e 708 dell'egira (1302-1308) a Damasco: una furibonda polemica asci'arita, nella quale son levati a cielo gli ortodossi e s'invoca la spada dei principi contro chi differisse d'un pelo dalla loro credenza. Il titolo dell'opera d'Ibn Mo'allim è Stella del ben diretto, e lapidazione del traviato.

Debbo avvertire in ultimo che si potrebbero supporre due scrittori contemporanei nati a Mazara entrambi e nominati Mohammed; cioè il figlio di Alì e li figlio di Mosellim; Makrizi non solamente dà al suo Mazari questo nome patronimico ma anche altro nome di tribù, e lo dice morto di scia'bân 530 (maggio 1136); le quali particolarità tutte differiscono da quelle che leggiamo in Ibn-Khallikân e negli altri autori citati. Makrizi avrebbe dunque confuso il Mazari tradizionista domiciliato in Alessandria con quello assai più rinomato che morì in Affrica.

[1257.] Zerkesci, l. c.

[1258.] Si vegga il cap. XI del Lib. III, p. 219, segg.

[1259.] Karesci, l. c., il quale aggiugne che secondo altri Ibn-Iûnis mori allo stesso giorno di rebi' secondo, cioè 20 giorni appresso.