[1273.] Si vegga il cap. XIII di questo Libro, p. 433, nota 6.

[1274.] Mogtehid, come si è detto altrove, significa “dottore che cava dall'analogia e dalla ragione novelli assiomi o corollarii dì giurisprudenza.”

[1275.] Così traduco rekâik, plurale di rekîka, litteralmente “sottilità.” Il significato tecnico è: “virtù di intelletto, di studio e di costumi che innalza l'uomo sì che s'avvicini alla divinità.”

[1276.] Citato da Iakût, nel Mo'gem, articolo Sementâr che si vegga nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 113, 114. Oltre Ibn-Kattâ', l'autore del Mo'gem si riferisce ad un Mohibb-ed-dîn-ibn-Niggiâr, che alla sua volta allegava Abn-Hasan da Gerusalemme.

[1277.] Mo'gem, l.c.

[1278.] “Discordie civili incalzanti; popolo dimentico (di sè stesso); secolo che infierisce sul genere umano:

“Quelle soggiornano in questo a lor agio; nè accennano d'andar via: coprono (il mondo) tutto d'iniquità e d'errore.

“O sconsigliato procacciator di male, seguace d'ogni colpa, che mi dirai tu?

“Hai venduto la tua casa dell'eternità a vilissimo prezzo, di ben mondano che svanirà quanto prima.”

Si vegga il testo di Oxford nella Bibl. Arabo-Sicula, p. 36 della Introd.