[1297.] Si vegga la citazione a p. 472.

[1298.] Si confrontino: ibn-Khallikân, versione inglese di M. De Slane, tomo I, p. 632; Dsehebi, Anbâ-en-Nohâ; Sefedi, Wafi-fil-Wefîât; e Soiuti, Tabakât-el-Loghewîn nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, pagine 644, 659, 675.

[1299.] Si confrontino: Dsehebi, Anbâ-en-Nohâ, e Soiuti, op. cit., nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 648, 678. Il secondo lo chiama Ibn-Debbâgh (il figlio del Conciatore). Ibn-Kattâ, citato da Soiuti, dice che “costui osservava con molta cura i libri degli antichi, e indagava ogni più riposta notizia degli scrittori.”

[1300.] Si vegga la p. 475, nota 3.

[1301.] Si vegga la citazione a p. 477.

[1302.] Soiuti, Tabakât-el-Loghewîn, nella biografia di Omar-ibn-Ieîsc da Susa, Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 678. Omar, che fu discepolo del Siciliano, dava a sua volta lezioni nel 498 (1104); la qual data mi serve di guida. V'ebbe in Oriente al medesimo tempo un poeta siciliano dello stesso nome, del quale diremo innanzi.

[1303.] Dsehebi, Anbâ-en-Nohâ, nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 646. Potrebbe essere lo stesso che il Segretario Ibn-Kûni, che ebbe il medesimo nome, soprannome e nome patronimico. Si vegga la p. 464.

[1304.] Lascio indeterminato il male che gli abbian fatto. Il testo dice: “Gridarono contro di lui, e indi non prosperò.”

[1305.] Il primo, perchè il padre e il figlio di Sem'âni, entrambi scrittori conosciuti, soggiornavano in Mêrw. Si vegga Reinaud, Introduzione alla Géographie d'Aboulfeda, p. CX; e d'Herbelot, Bibliothèque Orientale, all'articolo: Samaani. Suppongo la cattedra di teologia, perchè Soiuti in progresso del racconto usa la voce Kelâm.

[1306.] Cioè: “di Ponente:” Africa, Sicilia e Spagna.