[1307.] Soiuti, Tabakât-el-Loghewîn, nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 673.
[1308.] Rûmi.
[1309.] Ibn-Khallikân e Dsehebi, i quali aggiungono che altri il dicea nato a Mehdia. Fu nominato anche Azdi, dalla tribù di Azd, dalla quale nasceva il padrone del padre divenuto dopo l'affrancamento patrono della famiglia; ed anche Kairewâni dalla città dove fece soggiorno.
[1310.] Ibn-Abbâr, Hollet-es-siarâ, MS. della Società Asiatica di Parigi, fog. 108 verso.
[1311.] Diwân di Bellanobi, nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 681. Ecco i due versi d'Ibn-Rescîk, scritti probabilmente in Sicilia, che attestano questo fatto e insieme l'orgoglio dei liberti delle corti musulmane.
“Segretario io già fui dell'esercito dell'emir; e condussi le faccende (pubbliche) dirittamente:
“Non tenni bottega, no, in un mercato d'arti, il cui nome conviene alla (viltà della) cosa.”
Qui si scherza sulle voci sûk “mercato e plebe” e Mihâl “arte ed astuzia.”
[1312.] Scehab-ed-dîn-Omari, dà quest'aneddoto in tre o quattro pagine, notando ch'ei l'abbrevia dal testo d'Ibn-Bassâm. Io l'ho pubblicato nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 651, 652, stralciandone molte lamentazioni erotiche, se tali possan dirsi, in prosa e in verso. Ibn-Seffâr autore del racconto afferma che in realità non c'era stato nulla di male: e ciò scolpi non Ibn-Rescîk, ma l'opinione pubblica che condannava, come ognun vede, quelle sozzure.
[1313.] Ibn-Khallikân e Scehâb-ed-dîn-Omari. La data ch'essi non notano si legge in Ibn-Khaldûn, Histoire des Berbères, versione di M. De Slane, tomo II, p. 21, 22, e più precisamente in Ibn-el-Athîr, MS. C, tomo V, fog. 81 verso, e seg., sotto l'anno 442; il quale pone in ramadhan 449 (novembre 1057), il saccheggio di Kairewân, che seguì poco dopo la partenza di Moezz.