[1404.] Cap. VII di questo Libro, p. 333 e seg. del volume.
[1405.] Nome derivato dal castello Tûb nell'Africa propria, del quale fosse stato oriundo il padre, alcuno degli avi. Questo nome di luogo si trova nel Riâdh-en-Nofûs, p. 191 della Biblioteca Arabo-Sicula, ed anche nel Lobb-el-Lobâb di Soiuti, edizione di Leyde.
[1406.] Pag. 516.
[1407.] Nel cenno d'Imad-ed-dîd, tolto probabilmente da Ibn-Kattâ', è detto, tra le altre lodi, “Sostegno di sultani.”
[1408.] Luogo citato.
[1409.] Kharîda, MS. di Parigi, Ancien Fonds, 1375, fog. 30 recto.
[1410.] Kharîda, MS. citato, fog. 30 verso.
“L'incantesimo non sforza altrimenti che le grazie di costei; l'ambra grigia non (olezza) altrimenti che l'alito suo.
“Ignoravamo il suo soggiorno, quando ne venne fuori una fragranza che ci fe dire: ella è qui ec.”
“La morte, oh bramo la morte, s'io non debba mai stringerla al seno: chè la virtù, onde ho vita, è il suo sembiante.