[1432.] Questi versi riferiti da varii annalisti e biografi, si leggono presso Dozy, Historia Abbadidarum, tomo I, p. 246, tomo II, p. 44. Altri ve n'ha nel Diwan d'Ibn-Hamdîs, accennati nella Biblioteca Arabo-Sicula, p. 571.
[1433.] Nowairi, Storia di Beni-Abbâd, presso Dozy, op. cit., II, 138, e Biblioteca Arabo-Sicula, p. 459.
[1434.] Makkari, Analectes sur l'histoire etc. d'Espagne, testo arabico, tomo I, p. 321 e seg., dà in tre squarci 48 versi di questa Kasîda. Mansûr-ibn-Nâsir-ibn-'Alennâs, regnò dai 1088 al 1104, nello stato hammadita, che già avanzava per territorio e forze il reame del ceppo zîrita di Mehdia. Si vegga Ibn-Khaldûn, Histoire des Berbères, versione di M. De Slane, tomo II, p. 51 e seg., dove si fa menzione dei sontuosi palagi edificati a Bugia da Mansûr e dal padre.
[1435.] Diwân d'Ibn-Hamdîs. Le rubriche si leggono, op. cit., p. 572.
[1436.] Ibn-el-Athîr, anno 509; nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 280.
[1437.] Ve n'hanno squarci nella Kharîda, le cui rubriche si leggono nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 608.
[1438.] Hagi-Khalfa, edizione Flüegel, tomo II, p. 124, nº 2196.
[1439.] Diwân, op. cit., p. 572, 573. Ibn-Hamdîs diceva al raccoglitor del diwan, aver letto nelle opere di Storia Naturale questa filial pietà delle aquile, e che la non si notasse in alcun altro animale.
[1440.] Le notizie d'Ibn-Hamdîs, si ricavano da: Ibn-Khallikân, Biographical Dictionary, versione di M. De Slane, tomo II, p. 160 seg.; Imad ed-dîn, Kharîda nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 607 e seg.; Malek-Mannu, Tabakat-el-Scio'arâ, op. cit., p. 612. Scehab-ed-dîn-Omari, Mesalik-el-Absâr, op. cit., p. 653 e seg.; e soprattutto dagli avvertimenti premessi a varie poesie, nel Diwân di Ibn-Hamdîs dal raccoglitore anonimo, il quale lo conobbe di persona e conversò con lui, come si ritrae da una glosa, op. cit., p. 573. Gli estratti cominciano dalla p. 547. Il Diwân pur non contiene tutte le poesie; mancandovi la Kasîda pel palagio di Mansûr, dianzi citata, e altre di cui si leggono squarci nella Kharîda, in Ibn-el-Athîr, Nowairi ec.
[1441.] La giraffa, il cavallo, lo scorpione, le melarance, gli anemoni, i doppier di cera ec. Parte di coteste descrizioni, mancanti nel Diwân d'Ibn-Hamdîs, son date da Nowairi in un volume della Enciclopedia, MS. di Leyde, nº 273, e ne occorrono sovente in varie raccolte enciclopediche, per esempio il Giâmi'-el-Fonûn, di Ahmed Harrâni, autor del XIII secolo, MS. di Parigi, Ancien Fonds, 367, fog. 18 verso e 39 recto.