[1477.] Kharîda, estratto d'Ibn-Kattâ', nella Biblioteca Arabo-Sicula, p. 592. Ecco i versi che leggiamo nel MS., fog. 37 verso:
“Le indoli e costumi degli uomini, variano come le qualità d'acqua che tu conosci.
“Qui la limpida e pura, e puoi gustarla un sol giorno; e qui la torbida e puzzolente.
“Negli uomini il bene è pozzetta invernale che (la estate) si corrompe; il male è pozzo ridondante e inesauribile.”
[1478.] Dal Mesâlik-el-Absâr, estratto, nella Biblioteca Arabo-Sicula, p. 154.
[1479.] Kharîda, estratto d'Ibn-Kattâ', nella Biblioteca Arabo-Sicula, p. 592. Sendo messo da Ibn-Kattâ' immediatamente prima d'Abu-Mohammed-Kasîm-ibn-Nizâr, sembra anche dei Kelbiti che sgombrarono di Sicilia con Ahmed, come notammo nel cap. IV di questo Libro, p. 291.
[1480.] Kharîda, estratto d'Ibn-Kattâ', op. cit., p. 592. Nel MS. son questi versi:
“Se l'amico mi fa ingiuria, regalo alle sue ciglia un allontanamento,
“Vieto all'occhio mio di vederlo: mi sia cavato l'occhio se il guarda!
“Gli ficco negli occhi il suo proprio tratto come uno stecco;