[596]. Cap. VIII di questo libro, pag. 207 del volume.
[597]. Considerazioni, lib. I, cap. iv, pag. 77. Quivi nella nota 22 il Gregorio allega una sua propria nota al Novairi, nella quale spiega che cosa fosse la gezia presso i Musulmani, e cita poi alcuni diplomi di Sicilia su la gezia che pagavano i Giudei, ed un luogo del registro di Federigo II imperatore, relativo a due musulmani di Lucera. E nulla più!
[598]. Si veggano nelle Considerazioni, lib. I, cap. iv, note 18, 19, 20, 21, le citazioni su i diritti antichi, nelle quali occorre la sisia de’ Giudei e non mai dei Musulmani.
[599]. Si riscontrino le Considerazioni, lib. I, cap. ij, pag. 44, e la nota 45 che non prova nulla. La voce gezia occorre una sola volta ne’ diplomi che io conosca relativi alla condizione delle persone, latini, greci e arabi: appunto nel diploma arabico ch’io credo del 1177, citato dianzi pag. 216 nota 3, per lo quale tre musulmani si riconosceano villani di un abate e questi loro imponea canone e gezia. I greci portano l’appellazione di σόμα, appunto come pei villani cristiani di Terraferma (pag. 250, nota 1). È degno di molta attenzione un diploma latino del Conte dato il 1091, presso Pirro, Sicilia Sacra, pag. 521, per lo quale Ruggiero rammenta aver già donato al Monastero di Sant’Agata di Catania varii poderi e animali e quattro villani co’ loro figliuoli nella città di Messina, due de’ quali cristiani e due saraceni. Se pur non occorressero tanti nomi cristiani nelle platee di villani che ci rimangono, basterebbe questo sol diploma a mostrare che i Normanni non liberarono mica i loro correligionari dalla servitù della gleba.
[600]. Ibn-el-Athîr, Annali, testo nella Biblioteca Arabo-Sicula, pag. 278. È replicato questo luogo dal Nowairi, op. cit., pag. 448 e presso Gregorio, Rerum Arabicarum, pag. 26.
[601]. Geografia, squarcio su la Sicilia, nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, pag. 26.
[602]. Si vegga qui sopra a pag. 248.
[603]. Gregorio, Considerazioni, lib. I, cap. I, nota 11 e i seguenti diplomi, dei quali gli arabici inediti son citati secondo le copie che me ne ha mandate il professor Cusa.
XII secolo. Omar-ibn-Hosein-et-Tamimi vende un pezzo di terra al monastero di Bardhali (?). Diploma arabico dell’Archivio di Palermo, inedito.
1132. Permuta di acque tra Abd-er-Rahman-el-Lewati ed Hosein-ibn-Ali-el — Kindi, squarcio arabico, presso Gregorio, De supputandis, p. 44.