1196. Costanza figliuola di Abu-l-Fadhl vende de’ beni urbani. Diploma greco, presso Morso, Palermo Antico, pag. 368.

[604]. Oltre i diplomi, lo provano le Consuetudini di Palermo, citate dal Gregorio, Considerazioni, lib. I, cap. I, nota 11.

[605]. Le notizie che do sul prete Scholaro son cavate dalle traduzioni latine di tre diplomi greci del 1099, 1114, e 1128 (o 1130) pubblicate dal Pirro, Sicilia Sacra, pag. 1003 segg., e da’ comenti del Pirro; il quale argomenta il nome di famiglia da quello che porta in due altri diplomi del 1162 e 1184, Ula figlia del figliuolo primogenito del fondatore (op. cit., pag. 1009). Mi par che Scholaro non si debba tenere col Pirro nome proprio, ma soprannome tolto dalle σχόλαι, ossia guardie del corpo degli imperatori bizantini, nelle quali avesse incominciata la sua avventurosa vita il futuro abate Saba. Le traduzioni, come opera del celebre Costantino Lascari, meritano fiducia in questi diplomi, perchè non vi occorrono quelle parole tecniche di gius pubblico Siciliano che il dotto ellenico mal conoscea. Qualche difficoltà che occorre, come il titolo di re dato a Ruggiero II, il 1114 e il 1128 (pag. 1005), potrebbe nascere da errori sulla copia della versione, della quale il Pirro ebbe alle mani parecchi esemplari diversi l’un dall’altro.

Il diploma del primo conte Ruggiero attesta così i meriti del Prete Scholaro: Igitur, quoniam et tu prædictus Scholarius perfectam erga nos habuisti et optimam intentionem, promptitudinem et conscientiam; fidelissimus existens in omnibus rebus nostris, et summa exercens ministeria, et servitia nobis, restituere tibi voluimus parva munera pro tuis maximis et honestissimis ministeriis ac servitiis: pro quibus donamus, ec.

[606]. Si vegga il lib. III, cap. ix, e lib. IV, cap. viij, pag. 187, nota 3, e pag. 353 nota 1, del 2º volume. I luoghi d’Ibn-el-Athîr e del Nowairi quivi citati si trovano nella Biblioteca Arabo-Sicula, pag. 284 e 437.

[607]. Si vegga il lib. IV, cap. iv, pag,. 282 segg. del 2º volume. Giawher è detto il kâid da Makrizi, Mewâ’iz, ediz. di Bulâk, tomo II, pag. 273, e nella Biblioteca Arabo-Sicula, pag. 669.

[608]. Erano la più parte Spagnuoli e vi occorre anco de’ Genovesi e de’ Veneziani. Presentibus archaido Lodovico Alvares, archaido Andreuccio Cibo, conestabilibus stipendiariorum christianorum ec., leggesi nella traduzione contemporanea del trattato di commercio stipulato tra Pisa e Tunis il 1353, ch’io ho pubblicata nei Diplomi Arabi dell’Archivio fiorentino, pag. 308. Si vegga anco la Prefazione mia a quella raccolta, pag. xxij e xliv e nota 7 della pag. 175. Occorre il nome dell’Alcayt-Ferrau-Iove in un diploma del 1315, presso Capmany, Memorias historicas.... de Barcelona, Docum. XXXI, pag. 62.

[609]. Diploma catalano del 1313, presso Capmany, Memorias historicas, ec. tomo IV, Docum. XXVI, art. 6, e Dipl. del 1323, Docum. XLII, art. 5, e 16.

[610]. Lib. IV, cap. xij, pag. 420, 421 del 2º volume.

[611]. Lib. V, cap. ij, iij, iv, pag. 68, 70, 75, 99, 130 del presente volume. Notisi che Amato, nel luogo citato da me alla pag. 75, con molta precisione chiama amirail il capo del governo musulmano in Palermo, mentre egli ha dato a’ condottieri e castellani il titolo di cayt.