[621]. Riccardo da San Germano, Chronicon, presso Caruso, Bibl. Sicula, pag. 547, anno 1190.

[622]. Si veggano i nomi di quattro kaid di Arcieri nel Diploma del 1172, citato di sopra e l’attestato d’Ibn-Giobair.

[623]. Si veggano i molti Gayti citati dal Falcando presso Caruso, Bibl. Sicula, passim, e gli altri nomi cavati da’ diplomi che abbiam tutti citati a pag. 263. Leggiamo un Arabicus miles, soscritto da testimone in un diploma latino dei 1151 presso Pirro, Sicilia Sacra, pag. 933. Probabilmente precedea l’iniziale del nome che non si potè leggere o fu saltata nella stampa. Il testimonio parmi un kâid che traduceva il suo titolo di nobiltà nel linguaggio latino del tempo.

[624]. Diplomi dell’imperatore Federigo, dati il 16 dicembre 1239, 12 marzo e 15 aprile 1240, nella Historia diplomatica Friderici II, tomo V, pag. 596, 820, 902. Diploma del 1274, nel Tabularium ec. della Cappella Palatina di Palermo, pag. 82, segg.

Da questi si scorge che il gaito di Palermo fosse l’amministratore diretto dei beni demaniali nella città e territorio di Palermo, sotto l’autorità del Segreto della Provincia. Il diploma del 1274 mostra che quell’uficio non durò oltre il regno di Manfredi e ch’era annuale e forse dato in appalto.

[625]. Innocentii III Epistolæ, Libro IX, ep. 158, edizione di Parigi 1791, in-fol. nei Diplomata Chartæ, etc. di Brequigny, Part. II, tomo I. Archadio et universis Gaietanis, etc. Si corregga Jati il nome topografico Jaci.

[626]. Considerazioni, lib. I, cap. I, pag. 6, nota 40. Lo squarcio di Leone Affricano che indusse in errore il Gregorio, è dato da lui medesimo in nota, nel Rerum Arabicarum, pag. 238. Si vegga ciò che noi abbiam detto di quell’erudito musulmano nel lib. I, cap. X, pag. 236 del 1º volume.

[627]. Diploma latino del 1091; presso Pirro, Sicilia Sacra, pag. 521.... et ego cum exercitibus militum meorum fortiter laboravi.... patiundo diversa pericula in terra et in mari et immensam famem et nimiam sitim ad invicem: numerus autem illorum meorum militum qui in acquisitione terre Sicilie mortui sunt, soli Deo et Sanctis ejus cognitus est; mihi vero, cum omnibus aliis hominibus incognitus.

[628]. Si vegga un Diploma del 1114, presso Pirro, Sic. Sacra, pag. 1177.

[629]. Il diploma si legge nel Pirro, Sicilia Sacra, pag. 520. Diremo nel capitolo seguente la ragione per la quale le terre di minor conto mancano nelle prime circoscrizioni delle Diocesi. Non facciamo il medesimo confronto per Randazzo, nè per le altre colonie lombarde della diocesi di Messina, perchè ci è sospetto d’interpolazione il primo documento, dato il 1082, che il Pirro pubblicò, op. cit., pag. 495, sopra una copia del XVI secolo.