[835]. Del Giudice, op. cit., pag. 16, 19, 21, ec. Il diploma latino qui ha via pubblica, e l’arabico mehaggia e talvolta anche tarik, come sopra nella «Strada dell’esercito.»

[836]. Tychsen, Introductio in rem nummariam, ec., pag. 146. Lo Spinelli, Monete Cufiche battute da Principi longobardi, normanni e svevi, Napoli, 1844, in-4, pag. 16 e 232, suppone, che il disegno di questa moneta fosse stato inventato dall’Abate Vella. Il Mortillaro, che avea ben riconosciuto (Opere, tomo III, pag. 339), appartener la moneta a re Tancredi, lo dimentica adesso (Medagliere arabo-siculo, pag. 35) per seguire il supposto dello Spinelli. E pure nel disegno che questi dà, Tavola II, nº 1 (io non ho sotto gli occhi quello di Tychsen) si legge benissimo el-Malik-Tan-rid.

[837]. Adler, Museum Cuficum Borgianum, pag. 80, seg. ni lxiv a lxxv.

[838]. Monete Cufiche, pag. 329, 330, nº cclxxix.

[839]. The Oriental coins, tomo I, pag. 299, 300. nº cccviij.

[840]. Monete Cufiche, ec., in-4, pag. 16 a 19, ni lxv a lxxij, lxxv, dcxlix a dclvij.

[841]. Il Medagliere Arabo-Siculo della Biblioteca Comunale di Palermo, coordinato e illustrato dal Marchese Vincenzo Mortillaro, Palermo 1861, in-8, pag. 36-39. Io non so perchè il Mortillaro, pag. 36, nº 1, identifichi col nº lxvj, dello Spinelli la moneta che diè Adler, op. cit., al nº lxix; e, pentendosi d’averla già attribuita a re Ruggiero (Mortillaro, Opere, tomo III, pag. 405) accetti adesso la lezione dello Spinelli, che la rimanda al primo conte. Da quanto si può giudicare sopra disegni grossolani, Adler non lesse tutto, Mortillaro supplì male, e la lezione K*m*t, sostituita da Spinelli, non si raccapezza nella figura (tavola II, nº 2). Men dubbio mi sembra in questa e nelle seguenti, il nome di Ruggiero; ma questo conviene al figliuolo, come al padre, ed anche al Duca di Puglia dello stesso nome.

[842]. N. lxxij, pag. 19, tavola II, nº 23, il quale si confronti col 24, ed anche col 4 ec.

[843]. Si vegga il nostro Libro IV, cap. xiij, pagg. 456-8, del 2º volume.

[844]. Paruta, presso il Burmanno, Thesaurus Antiquitatum Siciliae, ec. tomo VII, pag. 1223, e tomo VIII, tavola clxxxvj. Credo che i ni 3 e 4, di quella tavola, i quali hanno da una faccia il T in luogo del cavaliero armato, appartengano al secondo conte Ruggiero.