[139]. Amato.
[140]. Anonymi Chronicon Siculum.
[141]. La narrazione si cava da Amato, lib. V, cap. X; Malaterra, lib. II, cap. IV, V, VI, e Anonymi Chronicon Siculum, lib. I, cap. XIII, presso Caruso, op. cit., p. 837, e nella traduzione francese, p. 279. Come si vede dalle note precedenti, i particolari differiscono nei due primi cronisti, e scarseggiano nel terzo, ma non sono contraddittorii.
[142]. Amato.
[143]. Amato. Il Malaterra dice vagamente: «cum maximo exercitu.»
[144]. Amato. Secondo il Malaterra il campo sarebbe stato a Reggio.
[145]. Malaterra scrive Germundos et galeas. La prima di queste voci, che che ne disputi il Ducange, par lezione erronea di Dermudos che è alla sua volta corruzione di Dromone.
[146]. Amato dà il numero, Malaterra le dominazioni «Cattos, Golafros et Dormundos;» se non che il primo aggiugne «lo artifice liquel se clamoit Gath.» La voce Gatto con lo stesso significato di nave, si trova anche nella Chronica Varia Pisana, presso Muratori, Rerum Italic., tomo VI, p. 112, e in Caffari, Annales Genuenses presso Muratori Rerum Ital. tomo VI, p. 254. Forse quella nota appellazione dell’ordegno di guerra passò alla nave che lo portava: parendomi meno naturale l’etimologia dall’arabico Kula’a, nome generico, nel significato che noi diamo a «legni» o «vele.» La voce Golafros, che altrove si legge (V. Ducange) Golabros e Golabos, e nella Chronica Varia Pisana presso Muratori, Rerum Italic., VI, 112. Garabi, è l’arabico nome di legno Ghorâb (corvo), donde la nostra voce «Corvetta.»
[147]. Malaterra lo chiama Belcamuer, ch’è una delle tante lezioni in che i Mss. guastano il nome d’Ibn-Hawwasci; l’Amato scrive invece Sausane, e sembra corruzione di Simsam-ed-dawla. Forse i raccontatori normanni dai quali egli attinse i fatti, confondeano il capo dei Musulmani di Sicilia al 1061, con l’ultimo principe Kelbita di cui abbiam detto nel Libro IV, capitolo XII, p. 419 segg. del 2º volume, sembrando inverosimile che Ibn-Hawwasci avesse preso appunto il medesimo titolo.
[148]. Amato.