[159]. Conf. Amato e Malaterra.

[160]. Malaterra dice mandate le chiavi; Amato, che significarono a Roberto la vittoria que de Dieu avoient reçue par Goffrède Ridelle, et lui prierent qu’il vinst prendre la cité. Il cronista scordava aver detto poco innanzi che la schiera passata in Sicilia fosse capitanata da Ruggiero, senza far motto di Goffredo Ridelle, il quale al più potrebbe supporsi condottiere dei 170 cavalieri che venner dopo. Coteste discrepanze mostrano la gelosia che s’era accesa verso la fine dell’XI secolo tra i Normanni di Puglia e di Sicilia, dei quali i primi metteano da canto a tutta possa Ruggiero, e i secondi Roberto.

[161]. Diverse manière de navie et de mariniers.... et particulierement devissent aler les nez.

[162]. Amato. La presa di Messina è narrata da Amato, libro V, capitolo XII a XVIII; e Malaterra, libro II, capitolo VIII a XII; ne fan cenno Leone d’Ostia, libro III, capitolo XVI, e XLV, e l’Anonimo, presso Caruso p. 837, e traduzione francese, libro I, capitolo XIV.

[163]. Conf. Amato, libro V, capitolo XIX, e Malaterra, libro II, capitolo XIII. Il primo scrive qui le parole che Roberto trovò Messina vota di abitatori, le quali, com’abbiam detto, si debbono prendere in senso figurato, se pur è fedele la traduzione. Malaterra afferma che i due fratelli lasciassero in città la cavalleria, il che deve intendersi di parte, non del tutto.

[164]. Conf. Amato, libro V, capitolo XX; Malaterra l. c., tra i quali è il solito divario che il primo riferisce la dedizione al solo Roberto, il secondo ad ambo i fratelli. La tradizione d’Amato è la più verosimile in questi principii della guerra siciliana. D’altronde non è provato da cosifatte testimonianze che i Musulmani di Rametta prestassero omaggio feudale. Non poteva esser altro che un accordo temporaneo e propriamente l’amân. Leone d’Ostia, libro III, capitolo XLV, dice fatta tributaria Rametta.

[165]. Scabatripolis nel Malaterra. Scaba o Scava, voce della bassa latinità che suona fosso, è premessa evidentemente al nome di Trabilis che si legge in due diplomi latini del 1134 e 1408. Edrisi ha, per trasposizione dei punti diacritici nel testo arabico, B-r-b-l-s e Bub-l-s che va corretto T-r-b-l-s e risponde esattamente all’odierno comune di Tripi. Dall’itinerario del detto geografo, Biblioteca Arabo-Sicula p. 66, si vede che da Rametta a Monteforte correva (alla metà del XII secolo) una strada di 4 e da Monteforte a Tripi di 20 miglia. Amato tralascia questa prima stazione.

[166]. Fraxinetum in Malaterra, Lo False in Amato; l’uno e l’altro si riconoscono agevolmente nel Fraynit d’un diploma del 1188, Frazzanò, come or si chiama; dal qual comune muove un sentiero che riesce a Maniace. Edrisi nota la strada da Tripi a Montalbano, e Galati, terra vicinissima a Frazzanò. La traduzione d’Amato confonde Lo False con la pianura di Maniace, che indica chiaramente senza nominarla: a lo piè de lo grant mount et menachant moult de Gilbert (corr. Gibel).

[167]. Conf. Amato, libro V, capit. XXI; e Malaterra libro II, capit. XIV. I Cristiani di Val-Demone scrive Malaterra; più correttamente Amato quei qui estoient là entor, e parla dei Cristiani di tutto il Val-Demone quando i vincitori tornarono dall’assedio di Castrogiovanni a San Marco e Messina.

[168]. Amato, lib. V, capitolo XXI e XXII. Malaterra, lib. II capitolo XV. Emmelesio, di cui si ignora il sito nè se ne trova cenno in altro scrittore cristiano o musulmano, è nominata da Amato.