[283]. Guglielmo di Puglia.

[284]. Nessuno de’ cronisti ha notata la importanza di questa diversione; Guglielmo, il solo d’altronde che narri il combattimento navale, ripiglia Dat validas animo ducis hæc victoria vires, e dice dell’assalto dalla parte di terra, senza notare nè far supporre il tempo scorso tra l’uno e l’altro. Il Malaterra fa menzione appena del navilio normanno, dicendo che si trovava dal lato di Roberto il giorno dell’assalto.

Ne conchiudo che la vittoria navale non fu piena nè splendida, ma utilissima, come quella che obbligava i Musulmani a difendersi anco nel porto, cioè, a dividere in tre le scarse loro forze, invece di opporle in due sole parti a Ruggiero ed a Roberto.

[285]. Amato.

[286]. Malaterra, Machinamentis itaque et scalis ad trascendendos muros artificiosissime compaginatis. Gli è vero che la più parte si ruppe o non servì all’opera. La grande altezza del muro richiedea si desse larga base a coteste scale e però le doveano essere montate su ruote.

[287]. Amato.

[288]. Amato dice en la nativite de Jshu Christ (Cap. XXII) e en l’aurore de jor (Cap. XVIII); l’Anonimo Barese, il 10 gennaio, e Romualdo Salernitano, di gennaio. Si noti la festa celebrata nella chiesetta della Vittoria alla Kalsa il 2 gennaio, della quale diremo or ora.

[289]. Malaterra.

[290]. Guglielmo.

[291]. Amato.