[405]. Malaterra, lib. IV, cap. XXIV. Si confronti Guiberto Abate, Historia Hierosolim., lib. III, cap. I.
[406]. Mi par che il Malaterra, col suo tentoria bitumine palliata, alluda soltanto al colore; siccome in un altro luogo (lib. III, cap. XIX), descrivendo la costruzione della Chiesa di Traina, ei dice: Parietes depinguntur diverso bitumine. Pure potrebbe significar tende di tele incatramate, poichè la voce bitumen si adoperava nella bassa latinità per designare ogni sorta di materia resinosa. Veggasi Ducange alla voce bituminare. Quanto al verbo palliare, credo che qui sia usato nel senso di colorare, non di addogare, dipingere a forma di pali, o strisce.
[407]. Malaterra, lib. IV, cap. XXVI a XXVIII.
[408]. Vita di San Brunone, negli Acta Sanctorum, ottobre, tomo III, pag. 662 segg., 719 segg. e il diploma del conte Ruggiero, dato il 1098; su l’autenticità del quale ho molti dubbii, non ostante i lunghissimi comenti degli eruditi editori. Cotesto diploma e parecchi altri relativi al Monastero di San Brunone si leggono ne’ Regii Neapolitani Archivii Monumenta, vol. V, ni 450, 466, 477, segg. 494, segg. 510; pag. 129, 171, 203, 204, 205, 208, 245, 246, 249, 278.
[409]. «Et sumptis ab Anselmo corporalibus cibis, gratiosi revertebantur.»
[410]. Eadmeri, Vita S. Anselmi, estratto, presso Caruso, Bibliotheca Sicula, pag. 974, 975.
[411]. «E (i Franchi) infestarono qua e là l’Affrica (propria) occupandone qualche luogo, che poi perdettero.» Mi par che queste parole accennino chiaramente ai fatti di Bona e Mehdia da noi testè raccontati (cap. I e VI, pag. 13 e 168, del presente volume) e forse ad altri che ignoriamo.
[412]. Letteralmente sarebbe in latino: Femure sublato, pepedit crepito magno.
[413]. Ibn-el-Athîri Chronicon, testo, anno 491 (1097-8), ediz. Tornberg, tomo X, pag. 185 segg. e nella mia Biblioteca Arabo Sicula, testo, pag. 278, 279. È da notare che lo stesso nome di Barduil (Baldovino) è dato dagli annali musulmani all’imperatore Ottone II (Veggasi il nostro lib. IV, cap. VII, pag. 328 del secondo volume). Sembrerebbe che, sotto uno dei primi Baldovini di Gerusalemme, fosse passata dai Cristiani a’ Musulmani qualche falsa tradizione su l’impero de’ Franchi, pervenuto in linea retta da Carlomagno alla casa di Bouillon.
[414]. Si vegga il Capitolo precedente, pag. 168 di questo volume.