[415]. Si noti che il Conte, conducendo i suoi Saraceni all’assedio di Capua, era corso fino a Benevento, alla quale città avea messa una taglia. Malaterra, lib. IV, cap. XXVI.

[416]. Si vegga il Capitolo precedente, pag. 176.

[417]. Ruggiero assediava Butera, come si è notato al luogo citato, nell’aprile del 1089. Il papa venne a trovarlo nella stessa primavera o nella state; e poi nel settembre fu celebrato il Concilio di Melfi, dove si proclamò la tregua di Dio, e il duca Ruggiero ebbe l’investitura dal papa.

[418]. Malaterra, lib. IV, cap. XXIII, il quale dice del vescovo di Traina: nam Italus erat et illorum partium gnarus. Questa espressa testimonianza porta a correggere i luoghi di Pirro del Fazello e di tutti i compilatori, che credono fatto vescovo di Traina, e poi di Messina, Roberto di Grantemesnil fratello della prima moglie di Ruggiero, ch’era abate di Sant’Eufemia in Calabria fin dal 1062.

[419]. Pandolfo Pisano presso Muratori Rerum Italic. Script., tom. III. parte I, p. 353.

[420]. Malaterra, lib. IV, cap. XXVII.

[421]. Op. cit., lib. IV, cap. XXIX.

[422]. Lupo Protospatario e Romualdo Salernitano, entrambi sotto l’anno 1101. Il giorno è determinato dal registro mortuario cassinese, presso Caruso, Biblioth. Sicula, pag. 523. Lasciando da canto gli altri scrittori Arabi che vagamente dicono morto Ruggiero avanti il 494, ci basti ricordare Edrisi e Ibn-Khaldûn, i quali pongono la morte del conte precisamente in quell’anno, cioè dal 6 novembre 1100 al 26 ottobre 1101. Si veggano i due testi nella Biblioteca Arabo-Sicula, pag. 26, 485 e 498, e la versione del secondo per M. de Vergers, pag. 183.

[423]. Malaterra, lib. IV, cap. XXV.

[424]. Si vegga qui innanzi, pag. 192.