[149]. Ibn-Abi-Dinâr nell’op. cit., pag. 537-8.

[150]. Ibn-Abi-Dinâr, l. c.

[151]. Ibn-el-Athîr, anno 537; Baiân nello stesso anno; Abulfeda, idem; Ibn-Khaldûn; e Ibn-Abi-Dinâr, nella Bibl. arabo-sicula, testo, pag. 287, 373, 415, 498, 538.

[152]. Le stesse autorità, fuorchè il Baiân e Abulfeda. Gigel rimase mezzo abbandonata e al tutto impoverita fino al tempo in cui scrisse Edrîsi. Veggasi questo autore, nella Bibl. arabo-sicula, pag. 72, e nella edizione de’ sigg. Dozy e De Goeje, Description de l’Afrique, ec., pag. 114, della versione.

[153]. Ibn-el-Athîr, e Abulfeda, anno 539, nell’op. cit., pag. 287 e 415.

[154]. Ibn-el-Athîr, anno 540, e Ibn-Abi-Dinâr, nella Bibl. arabo-sicula, testo, pag. 288 e 538. Ibn-Abi-Dinâr, porta questo fatto nell’anno 537, ma forse è errore del manoscritto.

[155]. Si vegga il Capitolo precedente, pag. 388.

[156]. Si ritrae da un aneddoto che Ibn-el-Athîr riferisce sotto l’anno 539, nel capitolo su la occupazione di Edessa per Zengui, nella Bibl. arabo-sicula, testo, pag. 288, e nella edizione del Tornberg, tomo XI, pag. 66.

[157]. Confrontinsi: Edrîsi; Ibn-el-Athîr, anno 541; Tigiani; Abulfeda, Nowairi, Ibn-Khaldûn, Ibn-Abi-Dinâr, Ibn-Khallikân, nella Bibl. arabo-sicula, testo, pag. 73, 289, 388, 415, 457, 500, 538, 642. L’Edrîsi e il Tigiani portano il fatto nel 540; ma la differenza sarebbe di pochissimi giorni, poichè le ostilità cominciarono il terzo giorno del 541. Il Tigiani, per manifesto sbaglio, dice presa Tripoli dopo Mehdia e Sfax. Il codice d’Ibn-Khaldûn del quale ho fatta speciale menzione, è quello seguito dal Tornberg, Ibn-Khaldûni, ecc., de Expeditionibus Francorum, Upsal, 1840, pag. 37. L’Anonimo Cassinese, presso Caruso, Bibl. Sicula, pag. 510, registra la presa di Tripoli nel 1145, contando forse l’anno dell’èra volgare sopra la indizione, senza badare al mese. Roberto abate del Monte di San Michele, presso Pertz, Scriptores, tomo VI, pag. 497, la porta il 1146.

[158]. Ibn-el-Athîr, anno 542, nella Bibl. arabo-sicula, testo, pag. 292, ed anno 543, testo, del Tornberg, tomo XI, pag. 90. Ho usata la moderna appellazione di Barbarìa, come quella che meglio rende, in questo caso, il Maghreb de’ testi. L’Affrica propria non n’era che la parte orientale.