[140]. N’abbiam fatta parola nel Libro V, cap. VI, pag. 156, di questo volume.

[141]. Nella Bibl. arabo-sicula, testo, pag. 536.

[142]. Op. cit., pag. 537.

[143]. Si riscontri ciò che abbiam detto nel Lib. V, cap. X, pag. 332, sul commercio de’ grani con l’Affrica. Ibn-el-Athîr, anno 536 (1141-2) nella Bibl. arabo-sicula, testo, pag. 286, narra che Hasan, dopo le prede fatte a Mehdia dall’armata siciliana, mandò a implorare pace da Ruggiero, “per aver grani dalla Sicilia; perocchè la fame era orribile quell’anno e grande la mortalità.” Noi abbiam notato più volte che la carestia e quindi il bisogno dei grani di Sicilia, era ormai permanente nell’Affrica propria. Sappiamo inoltre da Ibn-Abi-Dinâr, citato nel seguito di questa narrazione, che Hasan, lo stesso anno 536, dovea a Ruggiero grosse somme di danaro.

[144]. Nella Bibl. arabo-sicula, testo, pag. 537-8.

Questo del 536 dell’egira (1141-2) par sia stato l’ultimo trattato. Come si è detto altre volte, tali patti erano sempre temporanei, e nel XII secolo soleano stipularsi per dieci anni. Or Ibn-el-Athîr, il quale narra cotesti fatti più largamente che ogni altro compilatore, dice in principio del capitolo su la presa di Mehdia il 543, che il trattato durava allora per altri due anni. Ammettendo, com’io fo, cotesta lezione, si riterrebbe che il trattato fosse stato stipulato il 1141-2, per dieci anni. Ma il duale sanatein del testo si può supporre scritto per isbaglio, con lievissima mutazione, in luogo del plurale sanîn, che significherebbe alcuni anni e lascerebbe perciò indeterminata la data del trattato più recente.

[145]. Si vegga il nostro Libro II, cap. XII, pag. 476, del volume I.

[146]. Il Baiân, testo del Dozy, tomo I, pag. 322 e nella Bibl. arabo-sicula, pag. 373, dice che Giorgio “conosceva appunto i lati deboli di Mehdia e degli altri paesi” (dello Stato); il Tigiani nella Bibl. arabo-sicula, testo, a pag. 399, ch’ei “conoscea di Mehdia ogni cosa: l’abitato come la campagna” ed a pag. 398, ch’egli tenea spie in Mehdia.

[147]. Si confrontino: Ibn-el-Athîr, anno 536; il Baiân, sotto lo stesso anno; Tigiani; e Ibn-Abi-Dinâr, tutti nella Bibl. arabo-sicula, pag. 286, 372-3, 388-9 e 537. Ancorchè questi compilatori narrino diversamente alcuni particolari e il Tigiani non ponga data, evidentemente trattano tutti dello stesso avvenimento.

[148]. Tigiani nell’op. cit., pag. 399. Un altro Mezzo Mondo, carico di merci, fu mandato di Sicilia ad Alessandria d’Egitto, il 1242, dall’imperator Federigo.