Nel secondo squarcio, il geografo confessa “aver passate di molte notti a bere in nobili ed elette brigate, nelle quali il vino, ammantato di giallo e ornato d’una collana di schiuma, avea sì ben lavorato, che l’aurora trovò i commensali distesi a terra, tra fiumi, rigagnoli e prati; donde e’ si levavano tutti sbalorditi, ma ricominciavano a far girare le coppe infino a sera.”

Par che Edrîsi, quand’ei comunicò le sue poesie a Ibn-Bescirûn, avesse già varcata quella felice età; poichè nell’ultimo madrigale, pesante anzi che no, ei non pensa che alla morte, ai proprii peccati ed alla misericordia di Dio.

[715]. Mi riferisco pei particolari ai capitoli 5 ed 11 dell’opera di Lelewel, intitolata: Géographie du Moyen-âge, monumento di erudizione, amor della scienza e volontà ostinata contro gli oltraggi della fortuna. Sventuratamente il libro non è ben ordinato, ed è scritto in un tal francese, che spesso non si capisce, e sempre stanca il lettore.

[716]. Si veggano: Reinaud, Géographie d’Aboulfeda, Introduction, § II; Lelewel, op. cit. Epilogue, cap. 87 a 61; Sédillot Prolégomènes des Tables d’Oloug Beg., pag. viij segg. e Sprenger, Die Post-und Reiserouten des Orients, Leipzig, 1864.

[717]. Su la cartografia presso gli Arabi, si vegga Reinaud, op. cit., pagine xliv, xlv, ccliii, e Lelewel, op. cit. passim.

[718]. Nel cap. iij del presente libro, pag. 453 segg.

[719]. Il testo ha in tutti i mss. ..r..sios-el-Antaki, senza vocale dopo la r, e senza alcun segno che determini la prima lettera, se sia a, i, ovvero o. Paolo Orosio da Tarragona, potea forse venir chiamato Antiocheno da qualche traduttore siro o arabo, per cagion del suo viaggio in Oriente. Egli è d’altronde il solo storico latino di cui facciano menzione gli Arabi; sul quale si vegga Hagi-Khalfa, ediz. Fluegel, V, 171, num. 10,626. Intorno le nozioni geografiche contenute nella Storia di Paolo Orosio, si confronti Lelewel, op. cit., cap. 28 del volume intitolato Epilogue, pag. 35.

[720]. Si vegga su questi autori, Reinaud, op. cit. Introduction, § II, pag. lvij, lx, lxj, lxiij, lxii, lxxxj.

[721]. I nomi proprii, al par che l’etnico, dànno a vedere che quest’autore era di schiatta tartara.

[722]. Le ricerche del Reinaud, del Lelewel, dello Sprenger, del Sédillot, e di M. Barbier de Meynard, non ci dànno alcuna notizia su cotesti autori.