Sì leggiera al passo, che quand’ella gira e atteggiasi dinanzi a chi ha gli occhi infiammati, questi non si duole del mal di capo.”

Stesso Ms., fog. 4 recto.

“O gazzella che il Creatore plasmò tutta di bellezza e leggiadria,

Ch’io mi sollazzi in questi giardini, senza trascorrere, nè cogliervi frutto:

Io non vengo mica a far male; ma soltanto a rallegrare lo sguardo.”

[925]. Ms. citato, fog. 2 recto.

“Ne’ contrattempi e ne’ frangenti, noi tenghìamo consiglio coi segreti degli animi nostri;

Ciascun fa sue querele, e così comprendiamo a che siam giunti, senza timor di spie, nè di scolte.”

Si riscontri il cap. xiv del libro IV, vol. 2º, pag. 520, 524, dove si fa menzione d’un Abu-l-Hasan, che ha gli stessi nomi di costui, fuorchè l’ultimo “ibn-abi-l-Biscir,” invece del quale si legge “ibn-el-Biscir:” e potrebbe essere errore di copia ed anche variante d’uso. Anche l’età coinciderebbe. Ma da un lato mi farebbe maraviglia che fossero sfuggiti a Imâd-ed-dîn i versi a lode de’ ministri egiziani; e dall’altro è da notare che nella Kharîda il nome è anche scritto una volta ibn-abi-l-Besciâir.

[926]. Bibl. arabo-sicula, testo, pag. 581.