[927]. Kharîda, op. cit., pag. 586.
“O Beni-l-Asfar (gente bionda) voi dovete il prezzo del mio sangue: de’ vostri è il mio uccisore, il ladrone che m’ha spogliato.
È bello dunque il fuggir chi t’ama? È lecito ciò nella religione del Messia?
O tu dall’occhio languente senza malattia, quando tu alluci un (ferito in) cuore, eccol già sano!
Ogni sorta di bellezza, dacchè io vi ho visti (o gente bionda), par brutta agli occhi miei.”
Si ricordi che gli Arabi chiamavan Beni-l-Asfar i Romani e i Bizantini.
[928]. Ms. di Parigi, fog. 11 verso.
“Le mie lagrime già scopron l’amore: non reggo più alla passione che m’ispira questa verginella, guardandomi con due occhi d’antelope. La bionda che ama il vestito bianco e tinge il velo nel rosso del cartamo.
Oh quel camiciotto e quel velo riflettono il colore su chi la guarda; ond’egli (a vicenda) si fa bianco e arrossisce!
Crisolito ella è, legato in lamina d’argento e coronato di vermiglia corniola.”