[929]. “Una fanciulla mi ha rapito il cuore di mezzo il costato: l’adesca assiduamente co’ suoi vezzi!

Donzella dalla guancia (porporina) come il suo camiciotto; dal velo bruno come le sue ciocche:

Le pietre preziose del suo monile tondeggiano come il suo seno; le minuterie ond’ella s’adorna, hanno il colore dell’afflitto mio viso.

Ella, col suo wisciâh, col velo e con gli ornamenti, sembra a chi la affisi, un Sole vestito di splendore, coronato di fitte tenebre e circondato di stelle.”

[930]. Kharîda, op. cit., pag. 601. I versi ai quali s’accenna, leggonsi nel citato Ms. di Parigi, fog. 116 recto e verso. Il poeta siciliano ne scrisse tre, per chiedere il libro: ed Abu-s-Salt gliene mandò con sette versi su la stessa rima.

[931]. Ms. di Parigi, fog. 11 verso, 12 recto.

[932]. Fog. 12 recto.

[933]. Fog. 12 recto a 13 recto.

[934]. Fog. 13 recto.

[935]. Fog. 13 recto e verso.