[1152]. Si riscontrino i fatti citati in questo sesto libro, cap. iij, pag. 458, nota 3; cap. ix, pag. 651, 652.

[1153]. Si veggano gli Statuti Pisani, vol. III, pag. 105, 373, 416, 423, 574, 577, 590.

[1154]. Diploma di Tommaso conte di Savoia, del 1226, citato da Pouqueville, Mémoires.... sur le Commerce, etc., nelle Mémoires de l’Acad. des Inscriptions, X, 538.

[1155]. Basta citare il vico degli Amalfitani in Palermo, nel XII secolo.

[1156]. Edrîsi, nella Bibl. arabo-sicula, pag. 37.

[1157]. Non occorrono citazioni per questi fatti notissimi. Dirò soltanto che i pellegrini musulmani di Spagna e d’Affrica, nella seconda metà del XII secolo, toccavano per lo più la Sicilia. Si vegga il viaggio di Ibn-Giobair, edizione Wright, e particolarmente a pag. 62.

[1158]. Edrîsi, citato qui innanzi a pag. 787, note 3, 4.

[1159]. Edrîsi (1154) attesta che l’arsenale regio era allor, come prima, in Palermo. Ibn-Giobair (1185) lo trovò in Messina; e Falcando, presso Caruso, Bibl. sicula, pag. 405, afferma, con un po’ forse d’anacronismo, lo stesso fatto, dicendo che i Messinesi avean fiaccati i Greci, depredata l’Affrica e la Spagna e riportatone tanta preda.

[1160]. Edrîsi, nella Bibl. arabo-sicula, testo, sotto que’ nomi.

[1161]. Lib. V, cap. x, pag. 342 segg., e si riscontri il libro IV, cap. xiij, pag. 458 segg., del II volume.