«Le idee e le azioni dei bruti, simili in ciò a quelle dei fanciulli, sono quasi sempre il prodotto dei loro piaceri e dolori presenti, e.... raro è che gli animali si occupino dei mezzi onde procurarsi felicità futura o sfuggire futura infelicità, laddove l'acquisto della lingua, l'esercizio delle arti, e ogni modo di industriarsi per guadagnar danaro, nel che consistono finalmente tutti i mezzi onde procurarsi dei piaceri, e così pure l'indirizzar preci a qualche divinità, come altro mezzo con cui parimente procurarsi alcuna felicità, formano il tratto proprio e caratteristico della umana natura.»
Rispetto all'argomento di cui parliamo qui, la variabilità della specie, la discendenza degli animali gli uni dagli altri, il loro adattamento alle condizioni esterne, il capitolo più importante della zoonomia di Erasmo Darwin è quello in cui tratta della generazione, nel quale espone a lungo gli argomenti in favore di questi concetti, ripete e sviluppa quello che ha esposto altrove e accenna a una certa insita virtù dell'organismo, produttrice di mutamenti più o meno profondi.
Tanto nella zoonomia quanto nelle note del Giardino botanico, Erasmo Darwin si ferma a considerare i colori degli animali in rapporto alle condizioni della loro vita.
«I colori degli insetti e di molti piccoli animali contribuiscono a nasconderli alla vista di altri animali che li depredano. I bruchi che vivono nelle foglie, sono generalmente verdi; e i vermi terrestri sono del color della terra in cui abitano; le farfalle sono dipinte alla foggia dei fiori che frequentano; gli uccelletti che svolazzano fra le siepi, hanno il dorso verdiccio come le frondi, e il ventre d'un color chiaro come quello del cielo, lochè li rende meno visibili al falcone che passa sopra e sotto di loro. Quelli uccelletti che amano di stare in mezzo ai fiori, come il cardellino, sono forniti di colori vivaci. L'allodola, la pernice, la lepre hanno il colore delle stoppie e della terra ove dimorano. Le rane cangiano il loro colore secondo il fango dei rigagnoli dove s'abbicano; e quelle che vivono sopra li alberi sono verdi. I pesci che aggiransi generalmente a fior d'acqua e le rondini che generalmente volteggiano nell'aria, per lo più hanno il dorso del color della terra e la pancia del color del cielo. Ne' climi più freddi, molti di questi animali diventano bianchi durante i mesi nevosi.»
In altra parte in cui Erasmo Darwin ritorna su questo argomento dei colori degli animali e considera anche la cosa negli animali domestici, il fatto lo colpisce, ne apprezza tutta la utilità, ma non ne sa rinvenire la causa efficiente.
«Dei quali colori facilmente si comprende la causa finale, in quanto che servono all'animale per qualche uso; ma la causa efficiente sembra quasi al di là d'ogni conghiettura.»
La presenza di mammelle nei maschi fa dire a Erasmo Darwin: «Forse ciò si deve a qualche cambiamento a cui hanno soggiaciuto questi animali nel progresso graduale della formazione della terra e di tutti gli esseri che l'abitano.»
Degnissimi di attenzione sembrano all'autore i cambiamenti in cui sono venuti gli animali domestici e li espone lungamente. Quanto ai cambiamenti avvenuti negli animali in natura, giova riferire testualmente quanto segue:
«Un gran bisogno d'una parte del mondo animale ha dovuto consistere nel desiderio dell'esclusivo possesso delle femmine; e a tal effetto, per combattere cioè l'uno contro dell'altro, siffatti animali acquistarono armi, come per esempio la cute densissima, aculeiforme, cornea della spalla dell'orso, è soltanto una difesa contro gli animali della propria specie di lui, che menano colpi obliquamente all'insù; e certi denti di lui non hanno neppur essi altro uso, tranne quello di servirgli di difesa, perchè egli non è naturalmente animale carnivoro. Così le corna del cervo sono acute per offendere l'avversario, ma sono ramose appunto per parare e ricevere i rami delle corna di cervio simile a lui, e sono perciò state formate all'uopo di combattere contro altri cervi per l'esclusivo possesso della femmina; e queste poi, come soleano le dame dell'antica cavalleria, stanno attendendo per darsi premio al vincitore.
«Gli uccelli che non portano alimento alla loro prole, e che per conseguenza non si maritano, sono armati di speroni onde combattere per l'esclusivo possesso della femmina, come sono i galli e le quaglie. Certo è che queste armi non sono date loro per difendersi da altri avversarii, giacchè le femmine della medesima specie ne son prive....»