Mentre Erasmo Darwin sosteneva per tal modo in Inghilterra il principio della variabilità della specie in sul finire del secolo passato, in Germania pure in quello stesso tempo il medesimo argomento occupava alcuni nobilissimi ingegni.
Fra questi vuol essere menzionato primo Volfango Goethe, il quale, siccome oggi si incomincia a sapere generalmente, alla sua immortale corona di poeta aggiunse pure il pregio di un culto felice e potente delle scienze naturali.
Fin dal 1790 il Goethe espose i suoi concetti intorno alla Metamorfosi delle piante, e sostanzialmente egli cercò di dimostrare che nel regno vegetale vi ha un organo fondamentale unico, la foglia, che, sviluppandosi e trasformandosi in svariatissimi modi, dà origine a tutte le forme dei vegetali. Ciò si comprende chiaramente, diceva il Goethe, considerando un tipo semplice, una forma semplice primitiva, e tenendo dietro alla sua trasformazione in quel modo nel quale si fanno nella musica le variazioni sopra un tema. Così il Goethe fece considerare siccome foglie trasformate le varie parti del fiore, di cui alcune poi sono destinate alla loro volta a trasformarsi in frutto.
Sebbene non si possa dire che questi concetti del Goethe intorno alle metamorfosi delle piante siano stati subito accolti senza contestazione, sebbene anzi si debba dire che incontrarono qua e là una viva opposizione, convien riconoscere tuttavia che furono subito presi in considerazione, furono discussi, e in complesso incontrarono favore.
La stessa cosa è da dirsi della teoria del Goethe, secondo la quale le ossa del cranio si vogliono considerare siccome vertebre modificate.
Gli antichi anatomici, i quali unicamente si davan pensiero dell'anatomia dell'uomo e non cercavano di comparare la struttura di questo con quella degli animali, consideravano il cervello come la parte sostanziale, e il midollo spinale come una sorta di coda, un'appendice di questo. Corrispondentemente a ciò la scatola craniana, destinata ad accogliere il cervello, era per essi una parte sostanziale in cui non cercavano legame colle vertebre.
Oggi si sa che il cervello non è che un'appendice del midollo spinale e il cranio un'appendice della colonna vertebrale. Ciò si scorge esaminando lo sviluppo dell'uomo, come di tutti i mammiferi, nei primordii della loro esistenza; ciò si scorge considerando la forma più semplice fra i vertebrati, dove si trova un midollo spinale senza cervello.
Io non posso parlare di ciò senza pensare a Dante che dice chiarissimamente che il midollo spinale è la parte sostanziale, il principio dei centri nervosi. Bertran del Bornio è condannato al supplizio inimmaginabile di portare in mano, a guisa di lanterna, la sua testa pei capegli e dice di sè:
Partito porto il mio cerebro, lasso,
Dal suo principio che è in questo troncone.