L'ale spruzzasti al vagabondo insetto,
E le lubriche anella serpentine
Del più caduco vermicciol negletto.

Nè qui ponesti all'opra tua confine;
Ma vie più innanzi la mirabil traccia
Stender ti piacque dell'idee divine.

Cinta adunque di calma e di bonaccia,
Delle marine interminabil'onde
Lanciasti un guardo sull'azzurra faccia.

Penetrò nelle cupe acque profonde
Quel guardo, e con bollor grato natura
Intiepidille, e diventâr feconde,

E tosto varii d'indole e figura
Guizzâro i pesci, e fin dall'ime arene
Tutta increspâr la liquida pianura.

I delfin snelli con le curve schiene
Uscir danzando, e mezzo il mar coprîro
Col vastissimo ventre orche e balene.

Fin gli scogli e le sirti allor sentîro
Il vigor di quel guardo e la dolcezza,
E di coralli e d'erbe si vestîro.

È una creazione questa a rovescio, per cui si comincia dal fine e si termina col cominciamento. Vengono prima le fiere, poi gli animali che devono servir loro di pasto, e il bue, che vien fuori dalla terra bue addirittura, e non toro; poi gli insetti, poi ultimi gli animali delle acque, e i pesci prima e i coralli dopo!

Giorgio Cuvier ritenne invero il concetto Linneano rispetto alla immobilità della specie, e lo pose anzi a fondamento della zoologia. Ma egli segna tuttavia un progresso, e un grande progresso, su Linneo.

Il Cuvier si applica allo studio dei fossili, che prima era campo miserando di errori; riconosce che altri viventi diversi dagli attuali hanno popolato la terra in epoche remotissime, anteriori all'esistenza dell'uomo; che le forme primitive erano più semplici, che la struttura dei viventi si andò man mano complicando, che la struttura più perfetta si trova nei viventi dell'epoca attuale, l'epoca umana. Questa verità lo condusse a una teoria, secondo la quale sarebbero avvenuti sulla terra molti e grandi e repentini rivolgimenti di tal fatta da mutar tutto a ogni volta alla superficie di essa. Il nostro globo ha avuto grandi e spaventose rivoluzioni, susseguite ciascuna da un lunghissimo tratto di calma. Ogni rivoluzione spegne sulla terra qualsiasi traccia di viventi, si distruggono di colpo le piante e gli animali; ma rimessa la calma si fa una nuova creazione e i vegetali e gli animali dell'ultima creazione che vien dopo sono sempre più complicati, più elevati, più perfetti di quelli della creazione precedente; così, a poco a poco e di miglioramento in miglioramento, si viene all'epoca attuale, contrassegnata dal più perfetto di tutti i viventi che è l'uomo.