— Vi prego di risparmiarmi le geste de ces messieurs della XVII dinastia, e vi assicuro che non mi do pensiero nè del re di cui avete pronunziato testè il barbaro nomaccio, nè del suo monumento. Tutto ciò, caro mio, è pretta erudizione; abbiamo in Parigi chi vive di questo pane, e lautamente, ma non è il mio.

— Ebbene io vi farò vedere qualche cosa di cui i dotti di Parigi non san nulla, o non sanno quanto so io.

Par exemple!

— Seicento anni or sono, lungo la via che teneste per venir qui dal Cairo, le sabbie del deserto s'erano a un tratto mutate in giardini ridenti, pieni di alberi di Soria carichi di dolcissime frutta. Questa trasformazione veniva per le acque tratte qui dal Nilo per un canale fatto scavare dal sultano Nassir, il qual canale arrivava fino a Siriacusa, proprio qui presso Khankah; in questa città il sultano aveva fatto un grande edifizio, ove teneva permanentemente cento sofi in meditazione, e lungo il canale sorgevano i più magnifici palazzi del sultano e dei suoi emiri.

Quanta fatica ora per ritrovare una traccia delle case di Siriacusa! Come fra cento anni si durerà fatica a trovar traccia di questa bella casa, ove ho il piacere di ospitarvi, e delle belle case vicine, opera di Mohammed-Alì.

Ma riparlando del canale del sultano Nassir, vi dirò che quei vostri dotti di Parigi che hanno letto davvero lo storico arabo Macrisi, vi sapran forse dire che veramente le acque del Nilo vi scesero dentro; ma io vi saprò far vedere il sito ove esse scorrevano, chè io l'ho scoperto nelle mie cacce. Vi farò vedere il corso dell'antico canale e il sito qui presso ove credo stessero i cento sofi in meditazione, e vi narrerò la storia dei quarantatrè anni di regno del sultano Nassir.

— Ma dunque voi siete un erudito?

— Piacemi sapere quel che è avvenuto nel luogo dove dimoro. Volete vedere il campo, che è pure qui presso, ove ai tempi nostri si compirono le gloriose geste di Kléber?

Nullement!....

— Ma dunque?