Vedete in questo libretto la bella pianta del Cairo e contorni, incominciata dal signor Baur e, dopo la morte di questo, compiuta da quel tanto dotto quanto modesto colonnello Schultz: non trovereste altrove un cosiffatto lavoro.
— Questo dottor Pruner è ora in Cairo?
— È, ma non lo troverete in casa di Clot-bey: quando aveste vaghezza di farne la conoscenza, io m'onoro della sua amicizia...
— No, no, io non cerco uomini di tal fatta; non amo i Tedeschi, gente senza immaginazione.
— Sentite questo primo brano della prefazione del libro del Pruner, e ditemene il vostro parere:
«Dall'alto della cittadella, al sud-est della città dei califfi, sull'ultimo rialzo del Mokattam, lo sguardo del viaggiatore si posa sulla città e sui suoi contorni. Là l'occhio, abbassandosi, trova un mare di case, per lo più vestite del cupo manto del medio evo, che si confondono in lontananza; alcune tuttavia, pel colore e la costruzione, si dimostrano moderne. Le tante piazze e i giardini che circondano i palagi, paion come isolette in questo oceano, e un infinito numero di minareti si slanciano in una limpidissima atmosfera. Un nastro di eterna verzura s'allarga o si ristringe al lato del fiume, e, presso questa scena di rigogliosa vita, le colline aride e bianchicce del deserto si stendono all'orizzonte coi più antichi monumenti del mondo, le imponenti Piramidi. Scende nell'animo dell'osservatore un sentimento misto di stupore, di ammirazione e di malinconia soave: nella immaginazione sua si confondono lo spazio ed il tempo, e la sua mente risale per un istante alla contemplazione dell'infinito.
«Ma riceve ben altre impressioni l'artista pacifico, che passa nel giorno per le vie della popolosa città, ove tanta folla ad ogni istante s'incrocicchia, si confonde e si separa. Incontrando nello stesso tempo, in un ristrettissimo spazio, gente di ogni razza d'Africa e d'Asia, diversa di lingua, di colore e di abiti, come l'umile coltivatore presso l'altero magistrato, il mendico cencioso presso il commerciante coperto di drappi indiani, l'ebreo attivo, il copto dallo sguardo astuto, e l'osmanli sfolgorante del lusso orientale, e tutta questa gente insieme brulicante e spesso trattenuta o respinta dai cameli e dai carri, si crederebbe di assistere ad una scena del giudizio finale, ed infallantemente l'animo dello spettatore è preso da una specie d'ansietà.
«Infine il medico osservatore, che entra nei palazzi come nelle capanne, è colpito dalla infinità di mali che affliggono una popolazione sì immensa e varia.....»
— Oh! par exemple, sclamò interrompendomi il signor Oscar Verdier, questa è una prefazione che il dottor Pruner s'è fatto fare da qualche francese immaginoso, da qualche homme de style della mia fatta. È nostro ufficio far le prefazioni ai libri dei savants; nè solo ci facciamo la prefazione, ma ci tocca anche ravvivarne l'interno, inverniciarli. Quanta fatica ci costano i savants! Insomma io vi prego de me faire grâce d'ogni ragguaglio di cose di medicina e di storia naturale.
— Non so allora che cosa io vi potrò dire; ad ogni modo, domani, se vorrete, monteremo a cavallo, e andremo a vedere il sito, poco discosto di qui, ove fu la città di Eliopoli; vi porterò al piede dell'obelisco del re Osortasen, importantissima reliquia istorica; è un monumento che risale ai tempi del patriarca Abramo; non vi dico che sia sempre stato in piedi da quell'epoca ed allo stesso sito: sapete che questo Osortasen fu uno degli ultimi re della XVI dinastia, e che dopo questa i tiranni invasori, che costituirono la XVII....