— Ditemi, non potreste farmi nominare professore di arabo a Torino? Io parlo un tantino l'italiano....
— A Torino c'è un professore di caldaico e due di sanscrito, ma nessuno finora d'arabo, e il Parlamento non pensa d'istituire cattedre nuove: il deputato Valerio strepita per l'economia. Converrà farvi raccomandare al deputato Brofferio dal poeta Regaldi, che verrà fra breve a visitare l'Egitto...
II.
Il signor Oscar Verdier usci dal bagno: gli s'erano sgranchiate le membra, e malgrado qualche smorfia intermittente che tradiva ancora qualche doglia celata, s'era fatto tutto ilare. Era un bell'uomo in sui trentasei anni, azzimatello; s'era cucito sopra il vestito musulmano il nastrino rosso della legion d'onore.
Egli mi venne narrando, mentre stavamo a mensa, che era stato feuilletoniste, poi vaudevilliste, poi scrittore politico di premiers Paris nei giornali dell'opposizione; che aveva fatto una guerra feroce ai mariages espagnols, e che poi era ritornato al feuilleton; che, scoppiata la rivoluzione del 1848, s'era fatto bello de' suoi meriti come giornalista della opposizione; che questi meriti, in un colla benevolenza che aveva per lui un'attrice d'un piccolo teatro, la quale aveva un grande ascendente sull'animo del ministro della pubblica istruzione, gli avean fruttato une mission in Oriente, e che, visitato l'Egitto, si proponeva d'andare in Soria, poi a Costantinopoli, poi in Grecia, poi ritornare in Francia, e narrare in un libro il suo viaggio.
— Faccio assegnamento su voi, soggiunse, per molte cose, e sovratutto pel capitolo Khankah, che comincerà colla narrazione dello aneddoto dell'avervi incontrato déguisé en musulman all'ingresso del villaggio.
— Un capitolo così ben incominciato, risposi, non potrà a meno di riuscir brioso. Ma spero che vorrete dire qualche cosa di più intorno a Khankah, ed io vi farò parte di tutto il mio poco sapere. In verità mi dispiace che non siate medico o naturalista, chè vi potrei far leggere qualche appunto, e mostrar qualche oggetto non del tutto indegno di destar curiosità.
— Non son medico, nè naturalista: vedo bene che avete qui ogni genere di bestioline en bocal, ma di ciò non mi cale. Chi volesse parlar delle malattie dell'Egitto, non trova forse il bisognevole nel libro di Clot-bey?
— Quegli farebbe meglio a leggere e studiare il prezioso librettino del dottor Pruner sulla topografia medica del Cairo. Eccovelo qui: è scritto in francese, benchè l'autore sia tedesco.
Il dottor Pruner è un tedesco che parla e scrive, come nella lingua sua propria, in quelle d'Europa e d'Oriente; voi lo sentite parlare, con molta proprietà in vocaboli, italiano, francese, spagnuolo, inglese, latino, greco, sanscrito, arabo, turco, ebraico, copto e indostano; e trova tempo ancora a scrivere libri di medicina, e guadagnar centomila franchi l'anno colla pratica medica.