— E conviene dar molto?

— Domandatene a Mohammed-effendi vostro interprete.

L'interprete insegnò al francese una gherminella per dar poco e parer generoso.

— Date a me, diss'egli, una moneta da mettere per voi nel piattello, poi datemene un'altra da far scivolar nella mano del servo, e questo griderà che avete dato dieci volte tanto che non è realmente.

Riprese il canto: siccome le canzoni precedenti erano state quasi tutte in onore degli uomini, così le seguenti furono quasi tutte in onore delle donne: eccone alcune fra quelle di cui venni dicendo il senso al mio vicino:

«Quando passi pei solitari sentieri del tuo incantato giardino, e levi, per godere il rezzo, il velo misterioso che copre la tua inebriante bellezza, il rosignolo rapito sospende il suo lagno d'amore, e la rosa, la sua sposa adorata, è gelosa della tua beltà. I giunchi del ruscello s'incurvano al tuo passaggio con murmure melodioso. Il sole stesso par prodigo a te di carezze amorose. Come mai il mio cuore non languirebbe per te? Gli sguardi tuoi celesti rapiscono, le tue parole incantano, più dolci del raggio delle notti; i baci tuoi inebriano; le tue carezze fanno morire. O maraviglia della bellezza! nulla prima di te, nulla dopo di te».

«Viene verso noi colei che tutti gli uomini adorano. Il velo pudico ricopre il suo volto, ma al suo appressarsi tutti i cuori si commovono, e fremono di tenerezza. La sua pieghevole e svelta persona è fatta per ingelosire il ramo più flessibile dell'oasi dei palmizi. Eccola: essa leva il velo geloso che nascondeva le sue divine fattezze. Tutti gli uomini della valle gridano rapiti: — È questo un baleno celeste che brilla ai nostri occhi, o sono i fuochi della carovana nel deserto che splendono nella notte?»

La canzone seguente destò grande entusiasmo nell'uditorio:

«La tua snella persona, o mia diletta, s'è fatta svelta e graziosa come lo stelo del giglio. Il momento è venuto di scordare nelle gioie dell'amore il tempo che fugge, che fugge senza posa. Non respingere la tenerezza dalla soglia misteriosa de' tuoi favori; perchè, credi, la giovinezza passa come un olezzo portato via dalla brezza. La donna è un essere labile, come ogni cosa quaggiù, e nessuno ha possanza di rendere eterno l'impero della bellezza».

Il maual che venne dopo, era fatto per muovere altri affetti: