— Sovente; si cacciano sotto le stoie, negli armadi, nei letti, anche nelle vestimenta: ma sapendo tal cosa, ogni giorno si fa un'ispezione diligente e circospetta, e si scansa un pericolo.

Drôle de pays tout de même, ove convien fasciarsi il viso per salvarsi dalle zanzare, gli scorpioni passeggiano per la casa la canne à la main, e i serpenti girondolano intorno ai piedi! Ma, vi ripeto la mia domanda, non avete serpenti velenosi qui d'intorno?

— Ne abbiamo, e non pochi. Eccovene nell'alcool; questa è la cerasta, o vipera dai cornetti; questa piccina la vipera delle piramidi; vedete la naja haje, che si fa sì gonfio il collo, e da cui, per darsi morte, si è fatto mordere il bel seno la regina Cleopatra. Stanno queste serpi tutte qui d'intorno, ma non ho mai sentito che siasene visto una nelle case del villaggio: alcune trovansi sulle sabbie del deserto; altre pei campi; ma non s'avventano all'uomo, paghe di guardarlo se non le tocca. Ho veduto più gente morsicata dalle vipere nelle alpi piemontesi che non qui: questi Arabi prendon con isveltezza le serpi più velenose per la coda, e staccanle di colpo da terra: per quanto il serpente si rivoltoli, non arriva col capo alla mano che tien la coda. I serpenti velenosi che vedete qui, li ho avuti tutti vivi.

— Non vorrei vederne io vivi, e se ne viene qualcuno oggi, vi prego di confinarlo fuori sino a domani.

— Non avete veduto mai per le strade del Cairo i giocolieri coi serpenti vivi?

— No.

— Fate di vedere, che è spettacolo curioso.

— E questi pesci che cosa sono? mi domandò interrompendomi il francese.

— Sono pesci elettrici del Nilo: me li portò dal Cairo il dottor Diamanti, il quale, venuto in Egitto per incarico del Matteucci a studiare l'anatomia di così fatti pesci, fece come il corvo, non ritornò più all'arca universitaria di Pisa. Egli vien talora a consolarmi di qualche sua visita, e non vi posso dir quanto io glie ne sia grato.

— Come si chiamano le bestioline che voi avete infilzate sotto questo vetro?