— Non mi pare che tutto questo debba essere molto dilettevole.
— Allora parlate della prima comparsa della jena in Europa sotto l'imperatore Gordiano, oppur delle jene fossili scoperte anche in America.
— Peggio che mai. Vedo che convien ch'io dipinga maestrevolmente la mia caccia, perchè il capitolo mi riesca brillante.
— Ma si può sapere finalmente come la volete fare, questa caccia?
— Voglio legare una pecora ad un palo nei siti ove la jena suol venire di notte, e voglio che noi ci appiattiamo per tirarle sopra. Questa stessa notte dobbiamo farlo; non mi dite di no, se no andrò solo.
— Se andaste solo, avreste una grande probabilità d'essere spogliato ed ammazzato dai Beduini, poi mangiato dalla jena la notte seguente. Ma io disporrò le cose per bene. Farò venire un beduino con noi, e così saremo sicuri; a voi darò, in luogo del vostro schioppo, la mia carabina; andremo a legar la pecora e passar la notte sotto un palmeto alla distanza di un'ora di qui: ma la jena non verrà a mangiare la pecora viva.
— Oh verrà certo, non dubitate...
Mentre stavamo così parlando, il sole si oscurò a un tratto; ed allora appena il moazino aveva finito di cantare il canto dell'Asser, cioè erano le tre pomeridiane.
— È un nuvolone che passa, mi disse il mio interlocutore.
Andai fuori, e bentosto lo chiamai perchè venisse a vedere la cagione di quell'improvviso abbuiarsi del sole: era uno stormo innumerevole di cavallette, le famose cavallette d'Egitto, che passavan volando: fecero velo al sole per un'ora.