Vince, lo sento

Il tuo giusto parer—Seguimi; io voglio
Svenarti là, presso colui. Lui vivo
Più in pregio assai del padre mio tenesti:
Morta or posa con lui; poi che pur ami
Uom tale, e l’uom che amar dovevi aborri.

Ma, non appena commessa la strage, il delinquente passionale è colto da una specie di accesso di epilessia psichica, con turbamento funzionale ed allucinazione. Agli elogi del Coro, egli, che poco prima erasi addimostrato soddisfatto del duplice delitto, esclama:

Ahi ahi! che veggo?

Come Gòrgoni, avvolte in negri panni,
Eccole, o donne, e d’affollate serpi
Attorte i crini... Io più non resto.

Il Coro lo richiama e dimanda quali fantasie lo perturbino; Oreste risponde:

Non fantasie, non fantasie: le furie
Della madre son queste.

Il Coro:

Un fresco sangue

Su le mani ti sta: quindi spavento
Su l’animo ti piomba.