1. Relazioni tra singole coscienze.—2. Leggi d’integrazione e disintegrazione della coscienza in quanto si irradia nel mondo psichico esterno.—3. Luce e calore delle energie irradiate; qualità delle correnti di riflesso.—4. Il ritmo dinamico delle psichi concorrenti.—5. L’inconscio dell’anima della folla: la specie di imputabilità dei delitti da questa commessi.—6. Organizzazione delle energie della folla.—7. Le emozioni della folla; il loro ritmo di depressione e di esaltamento.—8. L’esaltamento in forma di psicosi con influsso epidemico; il contagio passionale morboso di sentimenti e di idee.—9. L’azione dei meneurs nella folla.—10. L’associazione per delinquere; germinazione e sviluppo del microbo del delitto associato.—11. La forma e l’esplicamento delle emozioni ed il complesso dei principî etici messi a base delle azioni criminose associate.—12. L’anima della folla e quella delle associazioni criminose.
1.—In altro lavoro[109] noi scrivemmo: la coscienza individuale è a considerarsi come centro di molte attività convergenti, e come energia risultante pel cumulo di aggregati di componenti che nella successione di stati interni, trasformandosi, conservano la loro natura essenziale. Uscendo dalla sfera delle azioni puramente individuali, e coordinando queste ultime alle azioni di altri individui, ci accorgeremo che tra le singole coscienze possono intercedere delle relazioni le quali aprono l’adito ad importantissime nozioni, che interessano tanto il cultore di psicologia generale, quanto quello di psicologia criminale.
La coscienza individuale, quale attività, si irradia nel mondo esterno e comunica la sua energia attraendo nella propria orbita le attività concentriche delle coscienze altrui. La parola concentriche esprime la condizione, perchè ciò avvenga, di centri coscienti di natura simile, ossia che abbiano caratteri che tra loro non si elidano col neutralizzare le energie comunicatesi.
2.—In quanto la coscienza si irradia nel mondo esterno, sottostà alle infrascritte leggi di integrazione e disintegrazione:
1a Gli elementi psichici della coscienza attiva, non trovando contrasto di resistenza negli elementi d’una coscienza passiva, imprimono la propria energia in guisa che il novello aggregato psichico sia il composto associativo degli elementi anteriori sommati con gli elementi assimilati.
L’azione integrativa o disintegrativa d’una coscienza sull’altra avviene per addizione o per sottrazione: si aumenta, mercè la partecipazione di attività, il contenuto degli stati interni; si modifica il tono della personalità col privarsi in parte dei caratteri che demarcavano la precedente fisonomia psichica individuale. Tutto ciò avviene per l’atto associativo degli elementi psichici; poichè, nel dominio della coscienza, la serie progressiva di stati è prodotta da connessioni successive di rapporti e di processi.
2a Gli elementi psichici passivi, assimilando l’energia partecipata, si differenziano; e, o integrando maggiormente il precedente aggregato ovvero disintegrandolo, permangono, col trasformarsi, nel contenuto della coscienza attiva.
La differenziazione degli elementi psichici con analoga integrazione del sistema indica progresso della coscienza passiva; il che avviene, tuttodì, nelle relazioni tra insegnante e discepolo, superiore e dipendente. Nella ipotesi di disintegrazione, invece, la coscienza passiva perde lo speciale contenuto e si modella sull’intima natura della coscienza alla cui energia di assorbimento non ha potuto resistere. Il che si riscontra nei caratteri deboli o poco progrediti, i quali molto facilmente sottostanno alla influenza prepotente altrui.
3a La trasformazione, per integrazione o disintegrazione, della coscienza passiva avviene in ragione dei caratteri simili tra i suoi elementi e quelli della coscienza altrui.
Qualunque alterazione psichica, in conseguenza di energia partecipata, dipende dal grado di recettività specifica degli elementi onde l’aggregato è composto; tale grado corrisponde alla maggiore o minore identità degli elementi in relazione. Gli elementi della coscienza, tuttochè parti di aggregati, sono di per sè dei composti di coefficienti psichici primitivi; ond’è che tra essi, come tra particelle materiali, vige la legge di coesione, che dinota la mutua attrazione di molecole dello stesso corpo, cioè di molecole le quali, non che scomporsi in atomi, abbiano tra loro identità organica. Per l’Ardigò la coesione psichica è la legge onde nelle formazioni psichiche gli elementi si compongono con ligami minori o maggiori. Massima è la coesione nella percezione, media nelle formazioni ideali, minima nei rapporti logici: la norma fondamentale è, che la coesione sta in rapporto inverso con la complessità del lavoro mentale.