La teoria del caso, in tutte le attinenze mentali, si fonda sulla teoria della probabilità, appunto perchè, secondo il Mill, noi possiamo supporre che le conclusioni relative alla possibilità d’un fatto riposano sulla conoscenza della proporzione tra i casi in cui si producono dei fatti di questo genere e quelli in cui non si producono; la quale proporzione, d’altronde, può essere trovata per una esperienza speciale o dedotta dalla conoscenza precedente delle cause la cui azione è favorevole alla produzione del fatto in questione, comparate a quelle che la possono neutralizzare.

Applicando tali norme al concetto logico di probabilità nella previsione di conseguenze dannose del fatto proprio, si hanno gl’infrascritti corollarî: 1o il grado di probabile previsione d’un effetto ignoto, relativo a causa nota, è in ragione diretta dei casi, in cui l’effetto si verifica, ed in ragione inversa dei casi nei quali suole avvenire il contrario; 2o diminuendo i casi di probabilità, entriamo nel dominio dell’imprevedibile: il che contrassegna una serie indefinita di stati di coscienza incalcolabili a priori, e che vanno dall’accorgimento il più riflessivo alla disattenzione la più abituale; 3o per l’unità funzionale psicofisica della nostra mente, tutto ciò che direttamente o indirettamente diminuisce o turba la facoltà di attendere, rende meno probabile la previsione; così la retta educazione dell’attenzione e l’uso costante delle attitudini inibitorie, nello eliminare le cause di errori, ci facilitano la prevedibilità, rendendoci più pronti nell’eliminare le cause occasionali concorrenti a far nascere da una nostra azione conseguenze che dobbiamo evitare.


CAPO XIV.

Di alcune forme giuridiche della psicologia criminale

I.

La provocazione.

1. Origine dinamica dello stato affettivo.—2. L’azione di arresto nei fenomeni affettivi.—3. Soggettività dell’atto provocativo.—4. Forme anomale di sensibilità nella scusa della provocazione; le illusioni.—5. Le allucinazioni.—6. Il linguaggio interiore; sdoppiamento dell’io, esempio d’un soliloquio di Lancilotto, nel Mercante di Venezia di Shakspeare.—7. Conseguenza giuridica del turbamento d’animo nello stato di agitazione allucinatoria.—8. Anomalia incosciente d’interno processo provocativo.—9. La provocazione e l’isterismo.—10. La provocazione nei nevrastenici.—11. Psicologia dell’intenso dolore.