E di soppressione fu minacciato lo stesso Giornale di Sicilia per avere composto soltanto la deliberazione della giunta comunale di Castelbuono. Il Regio Commissario seppe che il giornale dovea pubblicare tale deliberazione e poco prima che fosse posto in vendita mandò un semplice aut aut: se la deliberazione sarà pubblicata il giornale verrà soppresso.
Com’è naturale la pubblicazione non avvenne; ma gl’italiani devono conoscere questo caratteristico documento, che riporto integralmente:
UN DOCUMENTO PREZIOSO
«La Giunta Comunale di Castelbuono, presieduta dal sindaco funzionante P. Barreca, vivamente impressionata protesta contro gli atti abusivi commessi dalla squadra volante di pubblica sicurezza capitanata dal delegato Breda, la quale nei giorni 8 e 9 percorrendo la strada che da questa città conduce ai due comuni finitimi di San Mauro e Geraci, a due km. dal paese, commetteva delle ferocie degne di altri tempi, bastonando senza ragione e senza riguardo di età tutte le persone che incontrava, riducendo non pochi onesti cittadini nell’impossibilità di lavorare. Ciò per la sciocca pretesa di aver notizie della banda maurina.
«Tal fatto ha non solo commosso, ma sdegnato gravemente il paese che vede della povera gente malconcia a tal punto, da giacersi in un letto di dolore e nella dura necessità di non poter provvedere ai bisogni della famiglia.
«Gli offesi da un tanto briaco furore han fatto appello a questa Giunta per una riparazione e la rappresentanza sottoscritta, a tutela dei diritti dei propri amministrati che in quella barbarie vede tutti quanti crudelmente violati, sente alto il suo dovere d’informare l’illustrissimo comandante la zona militare qui di stanza, maggiore cav. Merli, per gli opportuni provvedimenti.
«E qui a giusta lode del sullodato cav. Merli, la Giunta adempie parimente l’obbligo di elogiare la condotta irreprensibile e cavalleresca della 3ª compagnia del 38º fanteria comandata del bravo capitano Abatino, degli ufficiali tutti e dei carabinieri e suoi ufficiali e di questo delegato signor Gherghi, che, pur mai venendo meno al loro compito, seppero acquistarsi l’affetto dell’intero paese.
«Gl’individui più maltrattati sono: Failla Giuseppe fu Onofrio di anni 37 muratore, Fiasconaro Rosario fu Antonio d’anni 62, Lipira Antonino fu Leonardo d’anni 53; Gennaro Vincenzo fu Pietro d’anni 52, Ricotta Santi fu Pietro di anni 50, tutti pastori.»
Seguono le firme degli assessori e del funzionante sindaco.
LE PRODEZZE DELLA POLIZIA