NOTE:
[53] Alla riunione intervenne persona che rappresentava Bosco, Verro e Barbato, latitanti.
[54] Il telegramma-circolare è del seguente tenore: «In nome di tutti i compagni di fede vi scongiuro di mantenere calma assoluta ed evitare qualunque occasione, che possa produrre inutile spargimento di sangue, doloroso sempre e dannoso adesso principalmente per la causa dei lavoratori—occorre che la vostra attitudine pacifica, serena, dimostri superflua ogni misura repressiva. Cessati i disordini, resterà l’impegno al governo di riparare a quella parte dei vostri mali, che ha ora riconosciuto.—È necessario attenderlo all’opera promessa, augurando che possa vincere la resistenza delle camarille locali, cointeressate al mantenimento delle attuali ingiustizie, e sappia riconoscere i vostri diritti sinora conculcati. Le condizioni attuali impongono questa condotta. Chi consiglia altrimenti è pazzo o traditore.»
[55] L’on. Comandini in una lettera pubblicata nel Corriere della sera in risposta ad altra dell’on. Saporito-Ricca, disse che lo stesso on. Crispi gli confessò le pressioni, che gli si facevano in favore della reazione.
[56] Pel Pinnavaja e pel Giannone da Caltanisetta intercedettero la società dei militari in congedo e il colonnello Pittaluga del 27º Reggimento fanteria. L’on. Conte Testasecca si rese garante del Pinnavaja: ma il De Rosa, Prefetto di Caltanissetta tenne duro nel volerlo mantenuto a domicilio coatto. Il De Rosa cadde in numerose contraddizioni per giustificare il proprio operato.
[57] Passati i primi furori della reazione molte società operaie di mutuo soccorso si lasciarono ricostituire e si permise la riapertura delle loro sedi. Ciò per la verità.
[58] La guerra fatta ai telegrammi ordinari divenne proibizione assoluta pei telegrammi in cifre e con linguaggio convenzionale, che molti negozianti adoperano a risparmio di spese coll’estero. Solo in Giugno il Generale Morra si accorse, che poteva lasciar passare in linguaggio convenzionale la richiesta o l’offerta di un carico di aranci senza pericoli per la patria!
[59] Colgo qui l’occasione per testimoniare a questo egregio e mio caro amico, tutta la mia riconoscenza per la sua cooperazione attiva e intelligente prestatami nella pubblicazione di questa seconda edizione.
[60] Sento il dovere di segnalare l’attitudine dignitosa e indipendente del Giornale di Sicilia di fronte all’invadere della marea reazionaria. Invece seguì ed incoraggiò la più bieca reazione Il Corriere dell’Isola, dopo che ne lasciò la direzione l’Avv. Sangiorgi che non avea disdegnato in altri tempi di collaborare nell’Isola.
Ma la storia della protesta della Giunta di Castelbuono dev’essere completata: furono chiamati uno ad uno i consiglieri comunali e invitati a riunirsi di nuovo per dire che la precedente protesta era una cosa... da burla. Così fecero perchè non si sentirono l’animo di farsi arrestare e mandare a domicilio coatto....